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Àngela da Foligno

mistica umbra, beata (Foligno ca. 1248-1309). Dopo la morte della madre, del marito e dei figli entrò, a quarant'anni, nel terzo ordine francescano, dedicandosi a una vita di penitenza e di carità verso il prossimo, specialmente verso i lebbrosi, e raccogliendo attorno a sé un cenacolo religioso a cui partecipò anche Fra' Ubertino da Casale. Sebbene inclinasse per affinità religiosa verso gli Spirituali, nelle controversie dell'ordine francescano mantenne sempre un sereno disimpegno. Le sue rivelazioni, da lei dettate in volgare, furono raccolte e fedelmente tradotte in latino da frate Arnaldo, suo direttore spirituale, nel Liber sororis Lelle de Fulgineo de tertio ordine S. Francisci (designato anche come Liber de vera fidelium experientia): la salvezza è frutto della grazia, impetrata con la preghiera assidua. Attraverso la contemplazione di Cristo l'anima s'innalza alla conoscenza e all'amore di Dio-Trinità visto come “Ognibene” e lo raggiunge nella visione dei suoi divini attributi fino a vedere “se stessa sola con Dio, tutta celeste in lui”. Festa il 4 gennaio.