Questo sito contribuisce alla audience di

Ìppia di Èlide

filosofo greco (sec. V). Di vasto sapere enciclopedico, viaggiò per conferenze e per ragioni politiche a Sparta, Atene, Olimpia e in Sicilia. Fu il rappresentante dell'antica Sofistica e propugnò l'ideale dell'“autarchia” (sufficienza a se stesso). Sostenne l'antitesi tra legge e natura: le leggi non hanno uniformità e stabilità alcuna e le sole vere sono quelle dettate dalla natura stessa; anche se non scritte, esse sono uguali in ogni Paese e in ogni circostanza. Per risolvere il problema della trisezione dell'angolo, introdusse una curva che, utilizzata poi da Dinostrato nel tentativo di trovare la quadratura del cerchio, venne detta appunto quadratrice. Alcuni autori gli attribuiscono la paternità dello scritto riferito all'Anonimo di Giamblico. Fu autore anche di carmi elegiaci e della prima registrazione dei vincitori dei giochi di Olimpia. Un vivido ritratto di Ippia ci ha lasciato Platone nei due dialoghi Ippia maggiore e Ippia minore.

Media


Non sono presenti media correlati