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Òppido Mamertina

comune in provincia di Reggio di Calabria (72 km), 321 m s.m., 58,55 km², 5559 ab. (oppidesi), patrono: Maria Santissima Annunziata (25 marzo).

Centro posto su un terrazzo declinante verso il margine meridionale della piana di Gioia; è compreso nel Parco Nazionale dell'Aspromonte. Sorse al tempo delle invasioni saracene, in una zona abitata già nell'Età del Ferro. Conquistato nel 1056 da Ruggero il Normanno, fu poi feudo di varie famiglie fino agli Spinelli di Seminara, che lo tennero dal 1611 al 1806 con il titolo di conti. Distrutto dal terremoto del 1783, fu ricostruito a breve distanza. Fino al 1863 si chiamò semplicemente Oppido; l'antica Mamertium, cui fa riferimento il nome del comune, sembra fosse ubicata nel luogo dove sorge la frazione di Castellace. È sede vescovile.§ L'abitato ha un aspetto totalmente moderno, a eccezione di qualche casa e palazzetto dei sec. XVIII-XIX. La cattedrale, dalle forme pseudorinascimentali, conserva della vecchia chiesa distrutta dal terremoto alcuni altari, una statua marmorea secentesca della Madonna (la statua del Bambino andò distrutta nel 1783), un crocifisso in avorio e un piccolo fonte battesimale cinquecentesco.§ Gran parte del territorio montano è ricoperto da oliveti; nella zona pianeggiante, invece, non mancano gli agrumeti, i vigneti e le coltivazioni di ortaggi. Importante è l'industria olearia collegata al mercato di Gioia Tauro. Altre risorse provengono dallo sfruttamento dei boschi.§ A pochi chilometri a W dell'attuale abitato sono i resti del castello e della cinta muraria dell'antica Oppido e, in località Castellace, una necropoli risalente alla prima Età del Ferro.

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