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àcaro

sm. [dal greco ákari, vermicello]. Nome comune utilizzato per indicare gli Artropodi dell'ordine degli Acari, parassiti di animali, vegetali e sostanze organiche. In particolare: l'acaro della scabbia (Acarus siro; Sarcoptes scabiei) parassita umano le cui femmine scavano gallerie nello strato corneo della pelle, ha il corpo ovale, di color rossiccio e la sua fecondità è altissima: in pochi mesi può dar vita a sei generazioni (un milione e mezzo di individui). Le uova si schiudono dopo sette giorni e le larve traforano subito le gallerie per portarsi all'esterno. Si nutre di linfa e di cellule epiteliali. L'acaro del formaggio (Tiroglyphus casei) si sviluppa nel formaggio accelerandone la fermentazione con la diffusione di muffe. L'acaro del grano o acaro urticante (Pediculoides ventricosus), dall'accentuato dimorfismo sessuale, vive a spese di larve, in particolare della tignola del grano. L'acaro delle galline (Dermanyssus gallinae), dal colore biancastro, è un parassita dei volatili da cortile e, in alcuni casi, anche dei Mammiferi.

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