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èssere (verbo)

v. intr. (ind. pr. sóno, sèi, è, siamo e ant. sémo, siète e ant. sète, sóno e ant. ènno; imperf. èro e antiq. èra, èri, èra, eravamo, eravate, èrano; prem. fui, fósti e ant. fusti, fu, fummo, fóste e ant. fuste, fùrono e ant. furo; fut. sarò, sarài, sarà e ant. o poetico fìa, sarémo, saréte, saranno; cong. pr. sia, siamo, siate, sìano e ant. sìeno; imperf. fóssi e ant. fussi, ecc.; cond. sarèi e ant. o poetico sarìa, sarésti, sarèbbe, sarémmo, saréste, sarèbbero; impt. sii, siate; pp. stato; gerundio essèndo e ant. o poetico sèndo) [sec. XII; latino esse].

1) Usato come verbo copulativo, unisce il soggetto col predicato nominale, indicandone la qualità, l'identità, la funzione, ecc.: suo padre è medico; la mostra è interessante.

2) Come verbo predicativo: A) Esprime l'esistenza, l'essenza in sé: Dio è; penso, dunque sono; non essere, non esserci più, cessare di esistere, morire. Per estensione, indica presenza effettiva di qualcuno o qualche cosa o serve ad attestare la realtà di un fatto (è spesso accompagnato dalle particelle avv. ci o vi): non c'era nessuno; è come ti dico. B) Esprime distanza spaziale o temporale: da Milano a Venezia ci sono circa 250 km; c'è ancora più di un'ora. Anche la durata di un'azione, il tempo trascorso da un certo momento: è un'ora che ti aspetto. C) Serve a indicare una situazione di fatto o il momento in cui ci si trova (spesso in costruzione impersonale): è caldo; oggi è primavera. Talvolta ha valore enfatico o rafforzativo: è a lui che lo chiedo.

3) Usato con significato generico, assume valori diversi: consistere: tutti i suoi interessi sono nell'accumular danaro; costituire: questo sarebbe la rovina di tutti; accadere, avvenire: che sarà di noi?; offrirsi, presentarsi, avere a disposizione: non c'è altro mezzo; diventare: la vita è ogni giorno più difficile; vivere: al tempo in cui c'era mio nonno; c'era una volta, formula con cui di solito si introduce una favola, un racconto; figlio del fu (o semplicemente fu), figlio del defunto: Mario Rossi fu Giovanni; stare, trovarsi, essere posto, sorgere, abitare: il libro è qui; la casa è in riva al mare; da parecchi anni sono in campagna; arrivare: presto saremo a casa; pesare, misurare: questo è un chilo; valere, costare: il biglietto è mille lire.

4) Seguito da preposizioni assume vari significati: A) Con la prep. di può indicare appartenenza, origine, provenienza: la casa era di mio padre; un tizio di Milano; è dei nostri, è con noi, è dalla nostra parte; la materia, gli elementi di cui qualche cosa è composto: il pavimento è di marmo; la qualità: è di una onestà eccezionale; disposizione passeggera: sono di buon umore; occupazione momentanea o abituale: essere di guardia; condizione particolare: abiti che sono di moda; effetto, conseguenza: essere di aiuto. B) Con la prep. in o a esprime la presenza in un dato luogo: sono in casa, al bar. Nei tempi passati equivale spesso a recarsi: sono stato al cinema. Trovarsi in una particolare condizione: essere in maniche di camicia; essere in buona salute;essere in qualcuno o nei panni di qualcuno, essere al suo posto; essere in sé, avere coscienza di quello che si fa. C) Con la prep. da, convenire, addirsi, essere degno di: non è da te agire così. Seguito da un verbo all'infinito indica l'obbligo, la necessità, l'opportunità di una data azione: c'è da fare questo. Essere da più, da meno di qualcuno, valere di più, di meno di qualcuno; essere dalla parte di qualcuno, parteggiare per qualcuno. D) Con la prep. per indica il fine, la persona o la cosa cui una data cosa è diretta: questo libro è per adulti; il regalo è per te. Non comune, seguito da un infinito, essere in procinto di: essere per fare; siamo per partire. E) Con le prep. su, sopra, sotto, davanti, dietro, ecc., indica una posizione determinata in relazione ad altre persone o cose: il libro è sul tavolo. F) In alcune loc. acquista significati particolari: esserci, giungere a una meta o a un determinato risultato: ormai ci siamo; familiare, arrivare a capire, seguire un ragionamento: ci siete?, avete capito?; sarà!, può darsi, ma non ci credo del tutto; può essere, è possibile; come sarebbe a dire?, si dice per esigere spiegazioni.

5) Come verbo ausiliare è usato nella formazione dei tempi composti dei verbi di forma passiva, di forma riflessiva, dei verbi servili quando il verbo che segue all'infinito vuole essere, di molti verbi intransitivi e dei verbi impersonali.