ùno

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agg. num. cardinale, art. indet. e pron. indefinito (come agg. e art. m. si tronca in un secondo le stesse norme che regolano l'uso di il rispetto a lo; come pron. m. si tronca solo in alcune loc., specialmente nell'uso ant.; il f. una, come agg. e art., può elidersi davanti a parola cominciante per vocale) [sec. XIII; latino unus].

1) Agg., indica la quantità numerica di una singola unità; è il primo fra tutti i numeri naturali (graficamente si rappresenta con 1 in cifre arabe, con I in cifre romane): un chilo, un metro; manca un'ora alla partenza; mi serve uno zaino; posposto a un s. pl. in espressioni di misura con valore enfatico: è stato condannato al pagamento simbolico di lire una. Talora si confonde uno con unità: uno è però sempre la cifra; viene chiamato unità quando è inteso come elemento indifferente rispetto alla moltiplicazione in tutti gli insiemi numerici che lo contengono. Euclide lo considerava il numero generatore di tutti i numeri; solo verso il 100 d. C. cominciò a essere considerato alla stregua di tutti gli altri. In composizione con altri numeri, rimane per lo più invariato, spesso nella forma tronca: ventun (o ventuno) ragazze (meno comune ventuna matita o matite ventuna); in forme staccate concorda col nome: le mille e una notte. In particolare, unico, senza nessun altro; in espressioni negative o rafforzato da “solo, unico, soltanto”: non ho che una via d'uscita; ho solo un giorno di tempo; in loc. avv., per indicare uniformità o identità: a una voce, parlando, cantando o gridando tutti insieme, in coro; a un tempo, contemporaneamente; a un modo, d'un modo, nello stesso modo. Per estensione, per esprimere in modo indeterminato una quantità molto piccola: devo dirti una parola; spesso nella loc. uno o due: potrai convincere una o due persone, ma non tutta l'assemblea. Lett., unito, compatto (in questo caso anche pl.): “liberi non sarem se non siam uni” (A. Manzoni, Marzo 1821). Talvolta, posposto al sostantivo, con valore ordinale: leggere a pagina uno; per la loc. fig. numero uno, v. numero.

2) Con valore di sm., il numero stesso e la cifra che lo rappresenta (in questo caso anche pl.): l'uno è il primo dei numeri naturali; undici si scrive con due uni; fig.: come uno più uno fa due, di cosa che si fa o si può fare con grande facilità. Per estensione, cosa o persona contrassegnata con tale numero: l'uno è in testa al gruppo, l'atleta, il corridore; l'uno passa davanti a casa mia, il tram; la (o le) una, la prima ora dopo mezzogiorno o dopo mezzanotte. Spesso in espressioni ellittiche del sostantivo, specialmente per indicare un singolo individuo o con valore distributivo: e uno!, per sottolineare l'inizio di una numerazione o la prima di una serie di cose; (a)uno a uno,uno per uno, singolarmente, uno alla volta; due, cinque per uno, due, cinque a testa; mettersi per uno, in fila uno dietro l'altro; uno che sia uno, nemmeno uno, in espressioni negative; stare, andare per uno, in vari giochi, aver bisogno di un solo numero o di un solo punto per vincere; uno per tutti e tutti per uno, per esprimere solidarietà assoluta. Con valore indeterminato: ne ho sentita una interessante, una notizia, una storia, una battuta; ne ha combinata una delle sue, una marachella, un pasticcio e simili; essere, fare tutt'uno, una cosa sola, specialmente per sottolineare la rapidità con cui due azioni si susseguono; ant.: in uno, (a) una, insieme.

3) Art., si premette a persona o cosa indicata genericamente, senza distinguerla da tutte le altre della stessa specie (è usato solo al sing.; al pl. si usano con lo stesso significato dei, degli, delle): c'è un vigile che ti cerca; frequenta una scuola pubblica. In particolare, introduce una espressione temporale indeterminata: una volta, un tempo; un bel giorno. Spesso seguito da agg. indefinito o num. ordinale: una qualche spiegazione bisogna pur trovarla; in un primo, in un secondo tempo. Con valore enfatico o pleonastico, seguito da un sostantivo o da un agg. in funzione predicativa o da una proposizione consecutiva: sei un uomo o no? Seguito da un numerale cardinale, con valore avv., circa, pressappoco: peserà un dieci chili.

4) Pron. (f. una; al pl. solo nell'espressione correlativa gli uni ... gli altri, le une ... le altre), un tale, una certa persona, senza determinarla ulteriormente. Seguito da un partitivo, anche riferito a cosa: uno di noi, di voi; dammene una a caso;uno dei tanti, uno qualunque, una persona qualsiasi. Con valore impers., qualcuno: quando uno non è contento, deve dirlo. Spesso in correlazione o contrapposizione con altro, nel senso di questo... quello: uno o l'altro per me è lo stesso. Talvolta in correlazione con se stesso: uno parla e uno tace.

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