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3,5-AMP cìclico

sostanza, evidenziata nell'interno delle cellule di vari tessuti animali, che ha una funzione essenziale nei meccanismi del controllo a distanza esercitato dalle ghiandole endocrine sui processi chimici e chimico-fisici cellulari. È la sigla d'uso corrente dell'adenosin-3,5-monofosfato ciclico. È accertato che la regolazione endocrina del metabolismo cellulare si realizza con l'intervento di due messaggeri chimici. Il primo è costituito dall'ormone stesso elaborato dalle ghiandole. Questo, attraverso il sangue, viene portato dalle ghiandole fino ad alcune cellule dette cellule bersaglio. L'ormone non penetra in queste cellule, ma interagisce esternamente con un enzima immerso nella membrana della cellula bersaglio: si tratta dell'adenilciclasi, enzima che viene stimolato dall'ormone favorendo la trasformazione di ATP in 3,5-AMP ciclico. Quest'ultimo costituisce il secondo dei messaggeri chimici sopracitati. In pratica il 3,5-AMP ciclico raggiunge e attiva i sistemi intracellulari specifici che determinano la modificazione biofunzionale richiesta dalla ghiandola. È probabile che tale meccanismo di regolazione endocrina rivesta carattere generale, in quanto la maggior parte dei secreti elaborati dalle ghiandole endocrine stimola l'adenilciclasi provocando un aumento del 3,5-AMP ciclico nelle cellule che sono sede dell'effetto ormonale. Va inoltre rilevato che un grande numero di processi metabolici si realizza sotto l'influenza del 3,5-AMP ciclico . Una volta esaurita l'azione mediatrice, il 3,5-AMP ciclico viene inattivato da una specifica fosfo-diesterasi endocellulare che determina la sua idrolisi a 5-adenosin-monofosfato. Tale processo è inibito dalle metilxantine.

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