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Altavilla Irpina

comune in provincia di Avellino (16 km), 334 m s.m., 14,10 km², 4143 ab. (altavillesi), patrono: san Bernardino da Siena (20 maggio) e san Pellegrino (24 agosto).

Centro della media valle del fiume Sabato. Già abitato in epoca romana, come attestano resti di tombe e di fortificazioni, il centro è citato come Altacauda nella prima metà del sec. XII. Distrutto (1134) ma poi ricostruito e fortificato da Ruggero II per la sua importanza strategica, alla fine del secolo successivo venne infeudato a Luigi di Capua, al cui casato, ribattezzato Altavilla, appartenne fino al 1793. Fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1980.§ Il palazzo comitale (sec. XIII, poi rimaneggiato) è adorno di un portale e di finestre tardorinascimentali. Di fronte sorge la collegiata dell'Assunta, rifatta alla fine del Settecento, che conserva sopra un portale un bassorilievo in bronzo di Donato Bruno (sec. XVI).§ L'agricoltura produce cereali, mais, ortaggi, olive, uva da vino (greco di Tufo DOC), frutta, nocciole e noci, ed è affiancata dall'allevamento bovino e ovino. È attiva un'industria per la lavorazione dello zolfo.

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