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Salèrno (provincia)

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provincia della Campania, 4917 km², 1.102.629 ab. (stima 2007), 222 ab./km², capoluogo: Salerno. Comuni: 158. Sigla: SA.

Generalità

È la più estesa fra le province campane e la seconda, dopo quella di Napoli, per numero di abitanti. Si affaccia sul mar Tirreno a W e a S ed è delimitata dalle province di Napoli, Avellino e Potenza. Privo di uniformità morfologica e occupato nella sua parte meridionale dalla regione montuosa del Cilento, il territorio provinciale annovera ben cinque siti dichiarati dall'UNESCO patrimonio dell'umanità: il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, i siti archeologici di Paestum e Velia, la certosa di Padula e la Costiera Amalfitana.

Territorio

Nell'entroterra di Salerno si elevano i monti Picentini (monte Polveracchio, 1790 m), che digradano con pareti scoscese e incise da profondi valloni verso il golfo di Salerno e la piana del Sele, vasta regione pianeggiante d'origine alluvionale, delimitata dai rilievi del Cilento, dal mar Tirreno e dai monti Picentini. A W di questo gruppo montuoso si innalzano i monti Lattari, che scendono ripidi al golfo di Salerno, dando vita alla Costiera Amalfitana, un tratto di litorale tra i più suggestivi del Meridione. Alla sinistra dell'alta valle del Sele si eleva il massiccio montuoso del Marzano (1530 m), aspro e dirupato, la cui prosecuzione a SE è costituita dalla catena della Maddalena, in prevalenza calcarea e ricca di fenomeni carsici. Il Vallo di Diano, stretta conca pianeggiante orientata lungo la linea SE-NW e percorsa in questa direzione dal fiume Tanagro, è l'antico fondo di un lago pleistocenico su cui si sono stratificati depositi alluvionali anche recenti; separa la catena della Maddalena dai massicci calcarei dell'Alburno (1742 m) e del Cervati (1899 m, la massima elevazione della provincia), con cui ha inizio il Cilento, vasta regione montuosa in prevalenza calcarea, che si stende dal golfo di Salerno a quello di Policastro. Il fiume principale è il Sele, che nasce in territorio avellinese, scende a S separando i monti Picentini dal massiccio del Marzano e attraversa la piana omonima, chiamata anche piana di Paestum nel suo tratto terminale; sfocia, infine, nel mar Tirreno dopo aver ricevuto da sinistra il Tanagro e il Calore, che scende dal Cilento. Gli altri principali corsi d'acqua sono il Sarno, che scorre a N dei monti Lattari e sfocia nel golfo di Napoli, il Bussento, l'Alento e il Mingardo. Essi hanno tutti portata molto variabile e regime torrentizio, con piene nei mesi invernali. Le maggiori emergenze ambientali derivano dal dissesto idrogeologico, accentuato dalla concentrazione delle piogge e dalla scarsa consistenza del suolo di alcune aree, in particolare della valle del Sarno, dove il terreno, costituito da depositi piroclastici inconsistenti, è soggetto a smottamenti e frane, come quella disastrosa verificatasi nel maggio del 1998. Il rischio sismico è medio e più consistente sui contrafforti montuosi interni, dove numerosi comuni sono stati gravemente danneggiati dal terremoto del 1980. Rientrano nel Salernitano, oltre al Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, i parchi regionali Diecimare e dei Monti Picentini, e varie riserve naturali e aree protette. Il clima, influenzato dalla morfologia del territorio, è tipicamente mediterraneo nella fascia costiera, con estati calde, asciutte e ventilate e inverni miti e piovosi; procedendo verso l'interno, passa gradatamente a forme continentali attenuate, con maggiori escursioni termiche e più abbondanti precipitazioni. L'entità demografica è in lieve espansione in conseguenza del saldo positivo del movimento naturale della popolazione, in parte attenuato dal saldo negativo del movimento migratorio verso altre province, specialmente verso il Nord e la capitale. L'analisi dei fenomeni migratori rivela la presenza di un certo numero di lavoratori stranieri, impiegati soprattutto come braccianti agricoli stagionali. Gli insediamenti si concentrano, in particolare, lungo l'asse che da Battipaglia, passando per Pontecagnano, Salerno, Nocera Inferiore e Pagani, giunge nella piana del Sarno e all'agglomerato urbano napoletano, formando con esso una conurbazione lineare. I centri principali, dopo il capoluogo, sono Battipaglia, Nocera Inferiore, Scafati, Eboli, Pagani, Sarno e Angri, tutti situati nella parte interna del territorio. Il capoluogo provinciale svolge una funzione importante nelle comunicazioni del Meridione: da Salerno passa la direttrice di traffico A3 Napoli-Reggio di Calabria, che costituisce il prolungamento dell'Autostrada del Sole e collega il Nord e il Sud d'Italia lungo il versante tirrenico; la A30, che permette di collegarsi sullo stesso percorso autostradale da Caserta, evitando Napoli; e ha origine la bretella autostradale che porta ad Avellino e si innesta sulla A16 Napoli-Canosa, mentre un'altra, che prende le mosse dalla A3 nei pressi di Sicignano degli Alburni, giunge a Potenza. Ruolo nodale è svolto dalla provincia anche per quanto riguarda le ferrovie, mentre il porto di Salerno è importante per i traffici commerciali.

Economia

Nonostante l'incremento registrato nel settore secondario, l'agricoltura resta la principale risorsa economica della provincia: si producono in prevalenza pomodori (San Marzano DOP), cavoli, patate, carciofi, tabacco, mele, pere, pesche, uva da tavola e da vino (con la produzione di vini pregiati), olive, agrumi e cereali. Fiorente è l'allevamento bovino e bufalino, legato all'attività casearia locale, con la produzione della rinomata mozzarella di bufala DOP. L'industria conta numerose aziende dalle dimensioni perlopiù medie e piccole, che, in stretta connessione con l'agricoltura, operano in prevalenza nei settori alimentare, conserviero e dei pastifici, e sono concentrate nel distretto industriale di Nocera Inferiore-Gragnano, compreso nella conurbazione napoletana. Sono presenti anche aziende attive nei settori meccanico, chimico, tessile, dell'abbigliamento, del tabacco, della ceramica e dei materiali da costruzione. Il terziario si concentra soprattutto nel capoluogo, che mantiene una decisa autonomia rispetto a Napoli, con attività amministrative, commerciali, di servizi e culturali su cui gravita l'intera parte meridionale della Campania; la città è inoltre sede di un'università con un bacino d'utenza piuttosto ampio. I centri dell'interno, per i servizi più comuni, si rivolgono anche ai centri di Sala Consilina e Vallo della Lucania. In costante espansione è il turismo estivo, specie nei numerosi centri della Costiera Amalfitana (tra cui Positano, Furore, Conca dei Marini, Amalfi, Atrani, Minori, Maiori, Vietri sul Mare) e in quelli della costa del Cilento (Agropoli, Castellabate, Marina di Casal Velino, Marina di Ascea, Palinuro, Marina di Camerota, Sapri), ma anche nel capoluogo. I siti archeologici di Velia e Paestum, e la certosa di Padula, sono un'ambita meta del turismo culturale.