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Amàndola

comune in provincia di Fermo, 550 m s.m., 69,42 km², 3969 ab. (amandolesi), patrono: beato Antonio (25 gennaio).

Centro nell'alta valle del fiume Tenna, compreso nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Formatosi nel Medioevo per la fusione di tre castelli, si diede statuti comunali nella seconda metà del sec. XIII ed ebbe notevole prosperità e fama, dal Trecento al Seicento, per le industrie della tessitura e tintura dei panni di lana. Perse le libertà comunali, passò sotto le signorie dei Malatesta e degli Sforza, e infine si sottomise alla Chiesa. Interesse artistico presentano le chiese di Sant'Agostino (del sec. XIV) e di San Francesco (sec. XIV).§ L'economia, di tradizione agricolo-pastorale, gode di un forte afflusso turistico, per il considerevole interesse della zona montana, con impianti sportivi e ricreativi. Di notevole importanza la lavorazione artigianale e industriale del legno.

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