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Malatèsta

nobile famiglia romagnola che tenne per lungo tempo la signoria di Rimini e di altre città vicine. In base alle prime notizie (sec. XII), conservate in atti contrattuali, sarebbe discesa da un certo Malatesta, dal quale nacque Giovanni, vissuto tra il 1100 e il 1150, padre di un Malatesta (in un atto del 1186 acquirente di molti beni), a cui il comune di Rimini concesse il privilegio di cittadinanza (ca. 1150). Notizie più precise si hanno del nipote Malatesta dalla Penna (da uno dei castelli di Pennabilli), che giurò (1197) per sé e per i suoi eredi fedeltà di cives a Rimini, impegnandosi a proteggerla con i suoi armati in cambio di alcuni privilegi, premesse della futura signoria. Suo figlio Malatesta II da Verucchio, che Dante chiama il Mastin Vecchio (Inferno XXVII, 46), fu si può dire il fondatore della potenza dei suoi. Dante ricorda anche i figli Giovanni (m. 1304), detto Giannni il Ciotto (lo Sciancato), da cui Gianciotto, e Paolo (m. ca. 1283), detto il Bello, coinvolti nella drammatica vicenda amorosa di Francesca, e, col nome di Mastin Nuovo, il terzo figlio Malatestino (m. 1317), detto dall'Occhio, che ereditò la potenza paterna. Gli succedettero il figlio Ferrantino o Ferrandino (m. 1353) e il fratellastro Pandolfo (m. 1326), signore di Pesaro e capostipite di quel ramo. Con loro si inasprirono le lotte familiari, specialmente quando a Pandolfo succedettero i figli Malatesta di Pesaro (m. 1364), detto Guastafamiglia, e Galeotto e a Ferrantino si associò il figlio Malatestino Novello. La Santa Sede, cui spettava la signoria sulla Romagna, intervenne più volte, finché ridusse i Malatesta all'obbedienza (1355) lasciando loro il dominio come vicari della Chiesa. Abili capitani di ventura si dimostrarono i figli di Galeotto Carlo (m. 1429) e Pandolfo III (m. 1427), che, oltre a Fano, conquistò la signoria di Brescia e di Bergamo; Andrea (m. 1416), che diede origine al ramo di Cesena. Non mancarono ancora discordie familiari, specialmente con Carlo di Pesaro (m. 1438), pronipote del Guastafamiglia e figlio di Malatesta (1429), detto dei Sonetti per la sua vena poetica. Ma forse il più rappresentativo fu Sigismondo Pandolfo. Il fratello Domenico MalatestaNovello (m. 1465), noto per aver fondato la Biblioteca Malatestiana (1452), vendette Cervia con le saline a Venezia (1463). Non bastò il valore di Roberto (m. 1482), figlio naturale di Sigismondo Pandolfo, a impedire il naufragio: gli eredi erano inetti e viziosi. Il tramonto fu definitivamente segnato dalla fuga da Rimini (10 ottobre 1500) di Pandolfaccio (m. 1534) all'appressarsi di Cesare Borgia. Egli patteggiò in seguito con Venezia la cessione della città e tentò invano più volte (l'ultima nel 1527) il ritorno col figlio. La famiglia andò esaurendosi senza più lustro e si spense in quasi tutti i rami nel sec. XVIII.

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