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Amiel, Henri-Frédéric

scrittore svizzero di lingua francese (Ginevra 1821-1881). Di famiglia protestante francese, ginevrina dalla fine del sec. XVIII, compì gli studi a Ginevra; fu quindi in Italia e in Germania. Al rientro ottenne la cattedra di letteratura francese (1849), poi di estetica e infine di filosofia (1853). La sua fama, più che alle poche raccolte di poesie – Grains de mil (Grani di miglio), Il Penseroso, Jour à jour (Giorno per giorno) –, alla saggistica o alle pur pregevoli traduzioni (da Leopardi, per esempio), è legata alla pubblicazione postuma dei Fragments du journal intime (1883, 1884, 1887; Frammenti di un diario), in cui aveva raccolto giorno per giorno pensieri e impressioni. Il Diario è l'opera di un essere sofferente, sincero con se stesso fino alla brutalità. Sconcertante testimonianza della complessità dell'anima umana, ha suscitato universale interesse. Dal 1948 Léon Bopp ha curato la pubblicazione dell'opera completa.

Bibliografia

G. Maranon, Amiel o della timidezza, Torino, 1938; G. B. Angioletti, L'anatra alla normanna, Milano, 1957; U. Schöni, H.-F. Amiel. Réflexions sur le Français et les Allemands, Berna, 1972; D. Gori, Futuro anteriore. Quattro interviste postume ad Enrico Federico Amiel, Savona, 1976; B. P. Trahard, H.-F. Amiel, juge de l'esprit français, Parigi, 1978.

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