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Anghiari

comune in provincia di Arezzo (26 km), 429 m s.m., 130,58 km², 5860 ab. (anghiaresi), patrono: Santissimo Crocifisso (3 maggio).

Centro situato su una dorsale che divide la val Tiberina dalla valle del torrente Sovara. Menzionato in un documento del 1083 come castrum angulare, fu dei signori di Galbino e di Montedoglio, dei monaci camaldolesi e dei Tarlati. Nel 1440 passò definitivamente sotto Firenze dopo la battaglia di Anghiari (celebrata da Leonardo), quando le truppe alleate fiorentine e pontificie sconfissero l'esercito dei Visconti comandato da N. Piccinino. § Da una bella porta gotica si accede all'interessante centro storico, chiuso da mura bastionate. Di origine antica sono la chiesa di Badia, fondata attorno al Mille dai camaldolesi e poi rimaneggiata (all'interno, dossale in pietra, scolpito forse da Desiderio da Settignano nel sec. XV), il Palazzo Pretorio (sec. XIV) e la chiesa di Sant'Agostino, in seguito più volte trasformata. Rinascimentale è il palazzo Taglieschi, mentre al Settecento risale la parrocchiale di Santa Maria delle Grazie. Nei dintorni si segnalano la chiesa di Santo Stefano, eretta intorno al sec. VII, di influsso bizantino, e la pieve di Sovara, del sec. IX ma rimaneggiata. § L'industria è attiva nei settori delle calzature, del legno, dei tessuti e delle confezioni. Rilevante è il commercio antiquario e il restauro dei mobili antichi. Diffusi l'agricoltura (grano, uva, olive, tabacco e patate), l'allevamento e le attività connesse allo sfruttamento forestale.