capoluogo della provincia omonima, 19 m s.m., 185,53 km², 88.822 ab. secondo una stima del 2021 (lucchesi), patrono: san Paolino di Lucca (12 luglio).

Generalità

Città della Toscanaoccidentale situata alla sinistra del fiume Serchio, in una vasta pianura all'imbocco della Garfagnana. Conserva l'impianto urbanistico romano, chiaramente riconoscibile nella maglia di strade a incrocio ortogonale, con il decumano corrispondente all'attuale asse delle vie San Paolino, Roma e Santa Croce, e il cardo lungo le vie Fillungo e Cenami. La città medievale, un intrico di vicoli e strade strettissime, si caratterizzò per il verticalismo delle costruzioni dai mattoni rossi. La cinta muraria, che delimita attualmente l'abitato storico, è quella costruita tra la metà del Cinquecento e il 1645; molto più ampia di quella precedente, inglobò nel contesto urbano le molte chiese (è anche detta “città delle cento chiese”), i monasteri e la villa di Paolo Guinigi, eretti fuori dalla città medievale. Fino a tutto il Settecento rimase, pressoché immutata, all'interno di questa cinta. I primi sostanziali interventi furono attuati nella prima metà dell'Ottocento, con l'apertura della porta e della via Elisa, la creazione della piazza Napoleone e del viale alberato sulle mura. In seguito alla costruzione della ferrovia (1845-46) si ebbe una prima espansione dell'abitato all'esterno della cinta muraria, che si intensificò in seguito, nei due dopoguerra e soprattutto nell'ultimo quarto del Novecento. La città è nodo di comunicazioni stradali (autostrada Firenze-mare, “bretella” autostradale Lucca-Viareggio e statale dell'Abetone). È sede arcivescovile.

Storia

Antichissima stazione dei Liguri, divenne colonia latina nel 180 a. C. e municipio nell'89 a. C. Capoluogo della Tuscialongobarda dopo il 570, con l'avvento dei Franchi (sec. IX) fece parte del Marchesato di Toscana. Durante le lotte per le investiture si schierò a favore dell'imperatore, raggiungendo la libertà comunale nel 1119. Dalla fine del sec. XII e per tutto il sec. XIII visse il periodo di maggior potenza e benessere. Il sorgere del regime podestarile (1187) rifletté il contrasto tra nobili e mercanti, mentre l'espansione nel contado portò a nuove guerre con i vicini comuni. Tornata in mano guelfa nella seconda metà del sec. XIII e indebolita dalla lotta tra Bianchi e Neri e dalle pressioni fiorentine per il controllo delle vie di comunicazione, nel 1314 fu conquistata e saccheggiata da Uguccione della Faggiuola, signore ghibellino di Pisa. Due anni dopo prevalse Castruccio Castracani, che riprese la lotta contro Firenze sconfiggendola nella battaglia di Altopascio (1325). Alla sua morte (1328) nella città riesplosero le lotte intestine. Nel sec. XV si affermò la signoria dei Guinigi, sotto la quale la città conobbe un periodo di splendore, ma anche la ripresa del conflitto con Firenze. Posta sotto assedio nel 1430 e costretta a cedere tutto il contado (in parte riottenuto nel 1441), nel 1446 ebbe nuovi statuti che favorirono l'emergere dell'oligarchia mercantile. La prima metà del sec. XVI fu segnata da congiure e rivolte, la più grave delle quali (1531-32), detta degli “straccioni” (cioè tessitori), fu soffocata nel sangue. Successivamente (1556) trasformata in repubblica oligarchica (riforma Martiniana), conobbe un lungo periodo di stabilità. L'occupazione francese portò alla fondazione della Repubblica Lucchese (1801), che nel 1805 Napoleone trasformò in principato per la sorella Elisa Baciocchi, estendendolo poi a tutta la Toscana (Principato di Lucca e Piombino). Caduto Napoleone, Lucca fu affidata (1817) a Maria Luisa di Borbone e dal figlio di questa Carlo Ludovico ceduta al Granducato di Toscana (1847).

Arte

Il centro storico conserva la struttura a scacchiera del castrum romano. La piazza del Mercato, centro della città, deve la sua forma ellittica all'anfiteatro romano; l'area, occupata da edifici dall'età longobarda, venne risistemata nel 1830 da Lorenzo Nottolini. La chiesa di San Frediano (sec. XII) è una rara testimonianza della scuola romanica locale, vicina all'architettura lombarda nella facciata a salienti, lesene e loggetta architravata; all'interno custodisce sculture di M. Civitali, I. della Quercia, A. della Robbia. Le chiese successive presentano i tipici paramenti a strisce bianche e nere, facciate a loggette sovrapposte, intarsi marmorei: San Michele in Foro (del 1143 secondo la data impressa sul pilone dell'arco di trionfo, con un bel campanile del sec. XII nella sua parte inferiore e all'interno dipinti di M. Civitali e Filippino Lippi); San Giusto (sec. XII-XIII, con facciata monocroma nella parte inferiore e a righe nella superiore); San Pietro Somaldi (iniziata nel sec. XII su un preesistente edificio del sec. VIII); San Cristoforo; Santa Maria Forisportam (del sec. XII, ma terminata nel XVI). Il duomo di San Martino, fondato secondo la tradizione nel sec. VI, fu rifatto a partire dal sec. XIII. La facciata, iniziata nel sec. XII e completata nella parte superiore nel 1204 da Guidetto da Como, presenta un elegante portico con tre grandi arcate decorate (iniziate nel sec. XIII, con rilievi sulle Storie di san Martino, i Mesi sul portale centrale, la Decollazione di san Regolo su quello destro e la Natività e la Deposizione di Nicola Pisano sul portale sinistro) e una notevole ricchezza nelle tarsie marmoree di colore bianco e nero. L'interno, del Trecento, di chiare forme gotiche e abbellito dalle vetrate del presbiterio di Pandolfo di Ugolino da Pisa (1485), conserva una Madonna del Ghirlandaio, la celebre tomba di Ilaria del Carretto di I. della Quercia (1408) e, di M. Civitali, l'altare di San Regolo (1484), il tempietto del Volto Santo (1482-84) e la tomba di Pietro da Noceto (1472). Numerosi esempi di architettura civile medievale si trovano in piazza San Michele, in via Santa Croce, in via Fillungo e in via Guinigi, dove si concentrano palazzi e torri del Trecento. Rinascimentali sono il Palazzo Pretorio di M. Civitali (1492) e la chiesa di San Paolino di Baccio da Montelupo (1522). Dal sec. XII al XV circa la città detenne in Europa il primato, già di Lione, nella produzione delle stoffe seriche figurate. Dapprima monocrome, poi policrome, tali stoffe annoverarono nel repertorio decorativo motivi orientaleggianti (grifi, gazzelle, aquile), nordici (castelli, galee) e anche figure umane.

Musei

Il Museo Nazionale di Villa Guinigi (allestito nella residenza eretta fuori le mura da Paolo Guinigi nel 1413) comprende sculture dall'età romana al Rinascimento e dipinti di pittori toscani e lucchesi. Il Museo Nazionale di Palazzo Mansi comprende la pinacoteca (opere di Pontormo, Tintoretto, Bronzino, Luca Giordano e alcuni artisti fiamminghi), la collezione di arazzi fiamminghi, mobili d'epoca, e una sezione dedicata alla cultura figurativa lucchese del sec. XIX. La casa nativa di Giacomo Puccini (1858-1924) accoglie un Museo dedicato al musicista. Interessante l'Orto Botanico, lungo la via omonima, fondato nel sec. XVI e ricostruito nel sec. XIX.

Economia

L'artigianato (lavorazione artistica del marmo, dell'onice, del rame e del ferro battuto, mobili in stile, figurine per il presepio, composizione di fiori secchi) mantiene un ruolo economico importante; l'industria manifatturiera è attiva soprattutto nei settori tessile (lavorazione della seta), calzaturiero, cartario, alimentare, chimico, metalmeccanico, dell'abbigliamento e del tabacco (sigaro toscano). Nell'agricoltura spicca la coltivazione della vite e dell'olivo, alla quale è legata la produzione di vini e oli pregiati; è diffusa inoltre la coltivazione di frutta e cereali. Rilevante il turismo artistico; in costante ascesa quello enogastronomico e agrituristico.

Curiosità

La città ospita in ottobre la Mostra Internazionale dell'Industria Cartaria (MIAC) e Lucca Comics & Games (ottobre-novembre), la più importante manifestazione italiana dedicata al fumetto. Ha dato i natali al giornalista Mario Pannunzio (1910-1968) e al ciclista Mario Cipollini (1967).

Bibliografia

Per la storia

A. Mancini, Storia di Lucca, Firenze, 1950; C. Sardi, Lucca e il suo ducato, Lucca, 1966; P. C. Santini, Lucca e la sua terra, Lucca, 1967; G. Tommasi, Sommario della storia di Lucca, Lucca, 1969; B. Beverini, La sollevazione degli straccioni, Lucca, 1970.

Per l'arte

I. Belli, Guida di Lucca, Lucca, 1953; idem, Le mura di Lucca, Lucca, 1954; S. Burger, L'architettura romanica in Lucchesia e i suoi rapporti con Pisa. Atti del seminario internazionale di storia dell'arte, 1954; L. Nardi, L. Molteni, Le case-torri lucchesi, Firenze, 1957; D. Corsi, Studi urbanistici medioevali di Lucca, Venezia, 1960; I. Belli, Lucchesia, Roma, 1988.

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