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Antisèri, Dàrio

filosofo, epistemologo e metodologo delle scienze sociali italiano (Foligno 1940). “Se non abbiamo diritto alla certezza, abbiamo però diritto alla speranza”. Così, ne Il filo della ragione (1991), Antiseri riconferma l'esito di un percorso tutto interno ai rapporti tra teorie scientifiche e idee metafisiche e si schiera nel filone dei filosofi della scienza d'orientamento cattolico; vi giunge dopo gli studi sulla filosofia del linguaggio ordinario e la critica dei dogmi del neopositivismo: Dal neopositivismo alla filosofia analitica (1966), Filosofia analitica e semantica del linguaggio religioso (1969), Teoria unificata del metodo (1981), Teoria della razionalità e delle scienze sociali (1990). Antiseri ha favorito la diffusione in Italia delle opere e del pensiero di Menger, Hayek e Popper, dai quali ha mutuato, in specie con riguardo alle scienze sociali, le opzioni metodologiche sulle conseguenze inintenzionali di azioni umane intenzionali, la critica del costruttivismo e infine le tesi sui limiti della razionalità (detta “limitata”). Ha studiato a Vienna e Oxford; insegna Metodologia delle scienze sociali all'Università di Padova e alla LUISS di Roma. Altri titoli: Epistemologia e didattica delle scienze (1977), L’individualismo metodologico (1992), La filosofia contemporanea (1994), Storia della filosofia (1997, in collaborazione con G. Reale), Trattato di metodologia delle scienze sociali (1997), Liberali: quelli veri e quelli falsi (1998), Destra e sinistra: due parole ormai inutili (1999, in collaborazione con L. Infantino), L'agonia dei partiti politici (1999), (2001), Karl Popper. Protagonista del secolo XX (2002), Principi liberali (2003), Cattolici a difesa del mercato (2005), Liberali e solidali. La tradizione del liberalismo cattolico (2006), La «via aurea» del cattolicesimo liberale (2007).

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