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Aulularia

commedia (ca. 191 a. C.) di Plauto. Prende il titolo dalla pentola (latino aulula, dim. di aula, olla) dove il vecchio avaro Euclione ha nascosto il suo tesoro, per sottrarlo a ladri immaginari. Dalla sua grottesca ossessione Euclione si libera quando, grazie all'astuzia del servo Strobilo, il tesoro diventa la dote della figlia del vecchio, Fedra, che potrà sposare il suo seduttore, Liconide. La figura plautina dell'avaro beffato ebbe innumerevoli imitazioni e fu ripresa da Molière ne L'avare.