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Bagolino

comune in provincia di Brescia (60 km), 778 m s.m., 109,69 km², 3919 ab. (bagolinesi), patrono: san Giorgio (23 aprile).

Centro posto nella valle del Caffaro, tributaria di destra della val Sabbia. Sorto intorno al sec. X, fu possesso dei conti di Lodrone, dai quali si liberò distruggendone il castello e dandosi ai vescovi di Trento. Nel sec. XIV gli antichi proprietari tentarono inutilmente di contenderlo ai Visconti, finché nel 1441 ne rientrarono in possesso grazie ai favori della Repubblica di Venezia, da loro sostenuta contro i bresciani. Nel 1472, però, la Serenissima ridusse la concessione a un semplice titolo onorifico. Nel 1797 fu compreso nel dominio austriaco partecipando a tutte le vicende del Risorgimento.§ Sono caratteristiche le case locali, collegate tra loro da sottopassi e ornate da decorazioni in ferro battuto. Nella porticata chiesa di San Rocco (sec. XV-XVI) vi sono affreschi di Giovanni Pietro da Cemmo (1483-86). La chiesa di San Giorgio, anch'essa preceduta da un portico, conserva dipinti di artisti vari, tra cui Andrea Celesti (San Giorgio e il drago), un organo Serassi e il sontuoso altare della Madonna Nera di scuola cretese (sec. XV-XVI).§ Centro prevalentemente agricolo, vede sviluppati l'allevamento e lo sfruttamento dei boschi. Diverse le industrie casearie che producono il tipico formaggio locale denominato “bagoss”; tradizionale l'attività manifatturiera legata alla lavorazione del ferro. Il centro è anche una rinomata stazione turistica montana, frequentata sia per escursioni naturalistiche in estate, sia per gli sport invernali.§ Famoso è il Carnevale di Bagolino, durante il quale gruppi di ballerini, con addosso costumi fastosi, eseguono circa venti antiche danze dai passi particolari, accompagnati da un'orchestra d'archi.

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