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Barc-Ivan, Julius

drammaturgo slovacco (Kromapchy 1909-Bratislava 1953). Influenzato dall'espressionismo, cominciò con drammi socialmente ed eticamente impegnati, quali 3000 persone (1934), Il cantore di Dio (1936), Il dittatore (1938), per elaborare poi sempre più i motivi religiosi superando la tradizione locale e avvicinandosi al teatro europeo, specie quello esistenzialista. Ne sono testimonianza le migliori opere di questo periodo: La madre (1943), Lo sconosciuto (1944), I due (1945) e La torre (1947). Si ricorda anche il romanzo autobiografico Le mani di ferro (1948).

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