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Battèllo èbbro, Il-

(Le bateau ivre), poema di Jean Arthur Rimbaud, composto nel 1872, quando il poeta usava ancora metri regolari. Come già Baudelaire nel suo Voyage, Rimbaud, teso alla rivelazione dell'ignoto, descrive simbolicamente la sua impresa come quella di un battello che, abbandonato alle onde, scopre forme e colori di un universo nuovo e inebriante e che, infine, consapevole della fragilità del suo sogno, desidera solo inabissarsi e sparire. Il tema, frequente nella tradizione romantica, è espresso da Rimbaud con una nuova libertà di immagini e straordinaria capacità d'evocazione e d'incanto.

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