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Battisti, Césare

patriota (Trento 1875-1916). Nato da un'agiata famiglia di commercianti, si iscrisse alle facoltà di Lettere di Graz e di Vienna, ma si laureò poi a Firenze con una tesi sulla geografia del Trentino, i cui studi proseguì ampiamente anche in seguito. Tornato quindi nella propria città natale, si diede subito all'attività politica sostenendo le proprie idee, prima dalle colonne di alcuni giornali socialisti da lui stesso fondati (L'avvenire del lavoratore, 1896; Il popolo, 1900; Vita trentina, 1903) e poi dal seggio del Parlamento di Vienna a cui fu eletto nel 1911. Condusse così una tenace campagna perché il Trentino, staccato dal Tirolo, conservasse i caratteri di italianità che vedeva insidiati dalla politica nazionalistica del governo austriaco; fondò una Società degli studenti trentini con chiari intenti irredentisti e partecipò attivamente alle dimostrazioni di Innsbruck a favore dell'università italiana (1901, 1903, 1904) che gli costarono alcuni mesi di carcere. Scoppiata la prima guerra mondiale, si trasferì con tutta la famiglia a Milano dove si diede a una febbrile attività interventista. Si arruolò quindi volontario col grado di sottotenente e fu più volte decorato al valore, ma il 10 luglio 1916, fatto prigioniero con Fabio Filzi sul monte Corno, fu riconosciuto e, in quanto cittadino austriaco, condannato a morte per tradimento. L'esecuzione della sentenza avvenne nel castello del Buon Consiglio due giorni dopo. I suoi scritti sono stati pubblicati in tre volumi a Firenze nel 1966.

Bibliografia

A. Bollati, Cesare Battisti, Milano, 1937; O. Ferrari, Per l'Italia immortale. Cesare Battisti, la sua terra e la sua gente, Trento, 1942; E. Battisti, Con Cesare Battisti attraverso l'Italia, agosto 1914-maggio 1915, Milano, 1945; K. Gatteret, Cesare Battisti, Casellina di Scandicci, 1975.

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