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Beowulf

poema epico tra i più significativi della letteratura anglosassone. Conservatoci nel manoscritto Cotton Vitellius A. XV (fol. 94-209) del British Museum di Londra, consta di 3182 versi allitterativi. Copiato durante l'egemonia danese (1000-14), si suppone sia stato composto tra il 700 e il 750 in un dialetto anglo. Sul palazzo di Heorot (Gamla Leire), dove Hrothgar, re dei Danesi, vive in pace e prosperità, si è abbattuta una grande calamità. Di notte un mostro, Grendel, appare nella reggia e divora i guerrieri addormentati. La notizia raggiunge Beowulf, principe dei Geati, nel sud della Svezia, che decide con alcuni compagni di liberare Heorot dal mostro. Beowulf supera la prova, ma la madre di Grendel riappare per vendicare il figlio. L'eroe la insegue lottando fin nella sua tana sottomarina e la uccide con una spada misteriosa. Ritroviamo poi Beowulf in patria, re dei Geati: sono passati cinquant'anni e ora il Paese è devastato da un drago volante, custode di un tesoro. L'eroe attacca e uccide il drago, ma ne è ferito mortalmente. Il poema termina con la bella descrizione della cremazione di Beowulf su una pira, circondato da cavalieri inneggianti alla sua gloria. Nel Beowulf spiccano passi di alta drammaticità e scenari di rara bellezza che mostrano tutta l'arte del suo autore, di cui, purtroppo, nulla sappiamo. Non v'è dubbio che dietro leggende e allegorie si celino eventi storici di grande portata. Il poema esalta le virtù guerriere del mondo germanico anche se una forte colorazione cristiana si avverte un po' dovunque.

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