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Briàtico

comune in provincia di Vibo Valentia (20 km), 51 m s.m., 27,75 km², 4106 ab. (briaticesi), patrono: san Nicola di Bari (6 dicembre).

Centro del golfo di Sant'Eufemia, situato alla sinistra della fiumara Murria. Forse di fondazione locrese, il borgo appare citato nel 1269 come possesso di Nicola de Trania; nel 1278 passò a Gilberto de Santillis, quindi ai Marzano, principi di Rossano. Alla fine del sec. XV il feudo venne ceduto alla famiglia Del Castro Bisbal. Passato ai Pignatelli di Monteleone, fu distrutto dal terremoto del 1783 e ricostruito nel luogo attuale.§ In località San Rocco, su un colle a SW dell'odierno abitato, rimangono i ruderi del borgo e del castello medievale di Briatico Vecchio. Sulla costa si trovano due torri d'avvistamento risalenti al sec. XVI e resti di necropoli, di un complesso termale e di ville di età imperiale. Lungo la valle della Murria sono le grotte eremitiche denominate “grotte delle Fate”.§ L'agricoltura produce ortaggi, cereali, uva, olive e agrumi. Di rilievo sono l'allevamento (con produzione di latticini) e la pesca. Sono attive imprese manifatturiere nei settori della lavorazione del ferro e del legno e della produzione di poliuretano espanso. Notevole è il ruolo economico ricoperto dal turismo, che si avvale di moderne strutture.§ La domenica di Pasqua, a mezzogiorno, si svolge il tradizionale rito dell'Affrontata, al culmine del quale le statue del Risorto e della Madonna vengono fatte incontrare e, solo allora, all'Addolorata viene tolto il velo da lutto.

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