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Butler, Judith

filosofa statunitense (California 1956). Insegna retorica all'Università di Berkeley. Balzata alla notorietà internazionale con Gender Trouble. Feminism and the Subversion of Identity (1990; Genere in ansia. Femminismo e rovesciamento di identità), considerato una pietra miliare della teoria lesbica e femminista, ha tenuto corsi a Harvard e alla Columbia University di New York e si propone come una specialista della queer theory (teoria dell'altro, dell'abietto, dell'anomalo), mutuata dalla corrente poststrutturalista (Freud, Lacan, Foucault, Derrida, Deleuze) ben radicata negli Stati Uniti. Come ripensamento dei dibattiti e delle interpretazioni suscitate dalla prima opera, è uscito nel 1993, tradotto in italiano solo nel 1996, Corpi che contano. I limiti discorsivi del “sesso”, nel quale con il piacere della ricerca etimologica e linguistica (dal Timeo di Platone allo Speculum di Irigaray al film Parigi brucia), prova che “la differenza sessuale non è mai semplicemente il prodotto di differenze materiali che non siano in qualche modo contrassegnate e formate da pratiche discorsive”, ossia che “il corpo sessuato è una costruzione culturale, non un dato biologico irriducibile”. Nel 2006 ha pubblicato Critica della violenza etica.

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