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Calitri

comune in provincia di Avellino (96 km), 530 m s.m., 100,88 km², 5843 ab. (calitrani), patrono: san Canio (25 maggio).

Centro posto su un colle tra le valli del fiume Ofanto e del torrente Cortino. Il castello, di epoca normanna, appartenne, con il nome di Galestrum, alla famiglia Balvano (1140-1239). Nel 1269 Carlo I d'Angiò lo regalò al francese Galeotto di Fleury, che nel 1304 lo cedette ai Gesualdo. In seguito passò a Nicola Ludovisi (1629) e quindi ai Mirelli (1676). Fu gravemente danneggiato dai terremoti del 1694, 1851 e 1980. § Il centro storico ha mantenuto una caratteristica pianta triangolare, con abitazioni disposte a gradoni. Poco rimane dell'imponente palazzo costruito dai Gesualdo (sec. XV) sul sito dell'originario castello. § Le attività agricole (cereali, uva da vino e olive) e zootecniche (soprattutto bovini da latte), insieme all'industria dei laterizi, costituiscono le basi dell'economia. È sviluppato l'artigianato del ferro battuto e del legno (mobili e complementi d'arredo); la lavorazione della ceramica, derivante pare dall'insegnamento dei ceramisti di Faenza, è un punto d'onore del paese. § In occasione del Venerdì Santo si svolge la tradizionale e suggestiva Processione dei Misteri.