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Caluso

comune in provincia di Torino (36 km), 303 m s.m., 39,53 km², 7132 ab. (calusiesi), patrono: san Calogero (seconda domenica di ottobre).

Centro del basso Canavese, sul versante esterno dell'anfiteatro morenico della Dora Baltea. L'abitato si estende in collina, poco a S del lago di Candia. Dominio dei vescovi di Ivrea e dei marchesi del Monferrato, dopo un breve periodo sotto Filippo d'Acaia, nel 1349 ritornò a Giovanni II di Monferrato. Dai Savoia fu dato in feudo ai Valperga di Caluso. § Dell'antico castello rimangono alcuni resti e, delle mura di cinta (sec. XIII), la porta della Freta, presso la quale è la parrocchiale di San Calogero, cinquecentesca, ma alterata nel Settecento. § Il paese è attorniato dai vigneti che producono i rinomati vini erbaluce e passito. Attivi il commercio e l'industria, che opera nei settori meccanico, tessile, alimentare, delle calzature, dell'abbigliamento e dell'arredamento. § È patria di Tommaso Valperga di Caluso (1737-1815), matematico, astronomo e filologo.