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Candélo

comune in provincia di Biella (9 km), 340 m s.m., 15,11 km², 7804 ab. (candelesi), patrono: san Pietro (29 giugno) e san Lorenzo (10 agosto).

Centro situato alla destra del torrente Cervo, affluente del fiume Sesia, nella zona arida e pianeggiante della Baraggia. Citato in un diploma imperiale del 988 quale feudo di Manfredo di Cavaglià, all'inizio del sec. XI appartenne ai Visconti di Vercelli. Fu assegnato da Federico I ai conti di Biandrate, che nel 1179 riconobbero la superiore giurisdizione del comune di Vercelli. Divenuto dominio dei Savoia fu assegnato in feudo parte ai Fontana e parte ai Cavaglià. Riunito nel 1489 da Sebastiano Ferrero, per successione passò nel sec. XVI ai Ferrero-Fieschi. § Una preziosa testimonianza di epoca medievale è il ricetto (sec. XIV), raggruppamento di piccoli edifici cinto da mura, uno tra i meglio conservati e i più interessanti dal punto di vista storico del Piemonte, che si affaccia sulla triangolare piazza Castello. Struttura fortificata a pianta approssimativamente pentagonale, è cinto da mura costruite con ciottoli di torrente disposti a spina di pesce; agli angoli ha quattro torri rotonde e a metà del lato N una torre quadrata con ampio portale d'accesso. Il palazzo detto “del Principe” (fine sec. XV) fu fatto costruire da Sebastiano Ferrero, all'epoca signore feudale di Candelo. La chiesa di Santa Maria Maggiore (sec. XII ma rimaneggiata nei sec. XVI-XVII) custodisce un pulpito intagliato di epoca barocca e due pregevoli dossali lignei intagliati, opera di F. Aureggio e G. B. Sarpentiero. § L'economia si basa sull'industria, attiva nei comparti tessile (lavorazione della lana), meccanico (macchinari industriali), edile, alimentare, dell'arredamento e della lavorazione dei materiali lapidei. L'agricoltura è rivolta alla coltivazione della vite (coste della Sesia DOC) e dei cereali; si pratica l'allevamento (bovini, equini).