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Cesarò

comune in provincia di Messina (115 km), 1150 m s.m., 215,75 km², 2815 ab. (cesaresi), patrono: san Calogero (18 giugno e 21 agosto).

Centro dei monti Nebrodimeridionali, situato sulla dorsale che separa le valli del torrente di Cuto e del fiume di Troina; è incluso nel Parco Regionale dei Nebrodi. Il nome sembra rivelare un'origine araba (Kaer): infatti l'impervia zona di Cesarò divenne rifugio di famiglie della regione in fuga dagli arabi. Nel 1334 fu donato da Federico II d'Aragona a Cristoforo Romano Colonna, medico e ufficiale di Messina. Entrando a far parte dei feudi dei Colonna, tra i quali rimase fino all'inizio del sec. XIX, fu elevato a ducato in favore di Antonio Ippolito (1634). Del castello si conservano scarsi resti. La chiesa madre, barocca, custodisce un crocifisso quattrocentesco dipinto su tavola. § L'economia si basa sull'agricoltura (olive, ortaggi e frutta) e sull'attività di piccole imprese edili. È zona di villeggiatura estiva.