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Ciciliano

comune in provincia di Roma (46 km), 619 m s.m., 19,03 km², 1133 ab. (cicilianesi), patrono: santa Liberata (18 agosto).

Centro dell'alta valle del fiume Aniene, sui monti Prenestini. Il nucleo originario si costituì, in un territorio di antichissimo insediamento, forse intorno all'oppidum Siciletum, devastato nel sec. IX dai Saraceni. Ricostruito dai benedettini, fu dei monaci di Subiaco e poi dei Colonna, che lo vendettero ai Massimo. Eretto a contea, passò nel 1572 ai Theodoli, che lo tennero fino al 1816.§ Il borgo di impronta medievale è stretto attorno al castello Theodoli, costruzione tardomedievale con aggiunte cinque-secentesche; l'abitato conserva inoltre interessanti chiese e resti di edifici romani.§ Nell'economia prevalgono le attività legate all'agricoltura (cereali, ortaggi, miele) e all'allevamento, alle quali si affiancano la silvicoltura e la raccolta del tartufo.

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