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Ciobanu, Mircea

pseudonimo del poeta, prosatore e saggista romeno Mircea Sandu (Bucarest 1940-1996). Personalità forte e ben individuata nel contesto letterario romeno, è ermetico secondo la lezione di Ion Barbu, pur se gli è presente anche Mallarmé. La sua è una poesia ricca di simboli e metafore di ascendenza medievale; la lingua ne costituisce un'autentica armatura esterna, forgiata nella durezza e nella tensione di una continua ricerca della purezza assoluta. I suoi versi dall'intellettualismo cerebrale sono però scossi da un angosciante senso della distruzione e delle sofferenze fisiche e spirituali, da dubbi inquietanti, da timori esistenziali. Con la maturità, la cifra ermetica sembra lasciare il passo a un tono iniziatico dalle cadenze bibliche (Inni per l'insonnia delle parole, 1966; Patimenti, 1968; Etica, 1971; Ciò che è, 1979; Versi, 1982; Il vento acabo, 1984). Altrettanto complessa è la sua prosa, per la quale ricorre alla tecnica del nouveau roman: tutta costruita su problematiche della vita interiore, rivela in Ciobanu un costante interesse per la psicologia del profondo (Epistole, 1969; I testimoni, 1968; Il taglialegna, 1974; Storie, 1977-81).

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