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Colómbo, Cristòforo

navigatore italiano , scopritore del continente americano (Genova 1451-Valladolid 1506). Nato da una famiglia di lanaioli, ben poco si sa della sua infanzia. Al contrario le numerose diatribe circa la sua origine, particolarmente vivaci sul finire del secolo scorso e all'inizio del nostro, si sono ormai concluse con il riconoscimento che Colombo nacque proprio a Genova. Atti notarili e giudiziari, dichiarazioni di contemporanei, ambasciatori, storici(particolarmente significativa la carta, del 1513, del geografo turco Piri Reis) confermano, infatti, la data e il luogo di nascita. Scelse fin da giovane la via del mare e tra il 1473 e il 1475 viaggiò su navi mercantili nell'Egeo e lungo le coste del Portogallo e delle Fiandre. Stabilitosi a Lisbona intorno al 1477, sposò (forse nel 1480) Felipa Moniz Perestrello, figlia di Bartolomeo Perestrello, navigatore e governatore portoghese di Porto Santo (Madera). Compì anche numerosi viaggi sulle rotte atlantiche allora frequentate: per Londra, Bristol, Gallaway (Irlanda); arrivò in Islanda; visitò più volte le Canarie e si spinse fino a La Mina in Guinea. Marinaio per istinto e vocazione, acquisì una profonda conoscenza delle correnti e dei venti in Atlantico. Durante questi viaggi raccolse numerosi indizi provanti l'esistenza di terre al di là dell'Oceano (ritrovamento, sulle spiagge di Porto Santo, di legumi esotici e legni lavorati provenienti dall'ovest; a La Mina di una tipica piroga asiatica; di penne e piume d'uccelli esotici, ecc.). In tale periodo sviluppò le sue riflessioni sull'andamento delle correnti oceaniche e sulla dinamica delle maree; inoltre approfondì le letture di trattati di navigazione e di geografia antichi e dell'epoca (fra i quali gli scritti di Marco Polo). Il crollo della teoria medievale che riteneva inabitabile l'emisfero sud convinse Colombo che gli antipodi fossero abitati e che non soltanto isole, ma una terra ampia dall'estremo nord fino all'Equatore si trovasse di là dell'oceano. Siccome nessuno dubitava, a quel tempo, che i continenti fossero solamente tre, egli ritenne che quella terra dovesse essere l'Asia. A Lisbona Colombo venne a conoscenza delle teorie di Toscanelli che confermavano la sfericità della Terra e attribuivano alla circonferenza terrestre all'Equatore una misura di 1/4 inferiore alla realtà. Il geniale progetto di “buscar el Levante por el Poniente” (arrivare al Levante per la via di ponente) prese forma concreta tanto che, nel 1484, Colombo lo sottopose al re Giovanni II di Portogallo, che però lo rifiutò. Nello stesso anno , rimasto vedovo, si trasferì in Spagna e presentò il suo piano ai sovrani Isabella e Ferdinando; fu riunita una commissione perché lo vagliasse, ma il parere degli esperti fu negativo. I sovrani non delusero però completamente le speranze di Colombo e rimandarono ogni decisione definitiva alla fine della guerra contro i Mori, quando stabilirono, con le Capitolazioni di Santa Fe (17 aprile 1492), di finanziare l'impresa: in caso di successo Colombo avrebbe avuto il grado di ammiraglio dell'Oceano e il titolo di viceré delle terre scoperte. Alla città di Palos, che doveva una riparazione ai sovrani di Spagna, fu imposto di armare due caravelle per la spedizione, la Niña e la Pinta, mentre la nave ammiraglia Santa María apparteneva alla flotta reale . Il 3 agosto 1492 Colombo salpò da Palos, toccò le Canarie, attraversò l'Atlantico lungo il 28º parallelo e il 12 ottobre, dopo poco più di due mesi di navigazione piena di incognite e di peripezie, giunse a un'isola delle Bahama denominata dagli indigeni Guanahani e che egli ribattezzò San Salvador. Essa gli apparve ben diversa da quell'Oriente che aveva creduto di raggiungere e, nel tentativo di doppiarla alla ricerca dei Paesi descritti da Marco Polo, scoprì le isole di Santa María de la Concepción, Fernandina, Isabela, Juana (Cuba) e Hispaniola (Haiti), dove lasciò una guarnigione di trentanove uomini al forte Navidad. Nel corso di questa prima traversata Colombo accertò il fenomeno della declinazione magnetica terrestre e l'ampiezza del movimento della Stella Polare. Il 16 gennaio 1493 intraprese il viaggio di ritorno e il 15 marzo sbarcò in Spagna, dove ricevette accoglienze trionfali. Il 25 settembre dello stesso anno, allestita una seconda grossa spedizione, ripartì da Cadice con diciassette navi: il viaggio durò fino all'11 giugno 1496 ee egli scoprì le isole Dominica, Guadalupa, Antigua, Puerto Rico e Giamaica e la costa sudoccidentale di Cuba. Ad Haiti, avendo trovato distrutto il forte Navidad e uccisi i coloni spagnoli, fondò un nuovo insediamento (Isabela) insieme con il fratello Bartolomeo. Nel viaggio successivo (30 maggio 1498-20 novembre 1500), Colombo, partito da Sanlúcar, tenne una rotta più meridionale (9º latitudine N), toccò Trinidad e poi l'America Meridionale presso le foci dell'Orinoco (5 agosto 1498) quindi si diresse ad Haiti: qui trovò la popolazione spagnola in rivolta perché non si erano trovate le ricchezze sperate. I sovrani spagnoli, informati di ciò, lo destituirono dalle sue cariche e l'inviato governativo, Francisco de Bobadilla, lo fece ricondurre in Spagna in catene. Riottenuta la libertà, l'11 maggio 1502 Colombo intraprese il suo quarto e ultimo viaggio, navigando nei mari dell'America Centrale, fra le Antille e lungo le coste settentrionali dell'Honduras, da Cabo de Gracias a Dios a Portobello. Fatto naufragio e fermatosi un anno in Giamaica, il 7 novembre 1504 rientrò a Sanlúcar. Defraudato nei suoi diritti e privato dei titoli promessigli, si ritirò a Valladolid dove morì il 20 maggio 1506. Di lui restano i Diarii nella riduzione di Bartolomé Las Casas, alcune lettere e le note ai suoi libri, documenti interessanti ma non privi di rimaneggiamenti postumi.

Bibliografia

G. Dainelli, La conquista della Terra, Torino, 1950; S. E. Morison, Christopher Columbus - Mariner, Boston, 1955; C. Verlinden, Christophe Colomb, Parigi, 1972; P. E. Taviani, La meravigliosa avventura di Cristoforo Colombo, Novara, 1989.