Questo sito contribuisce alla audience di

Daladier, Édouard

uomo politico francese (Carpentras 1884-Parigi 1970). Sindaco della sua città natale nel 1911, nel 1919 fu eletto deputato del Vaucluse per il Partito radicale e per il suo impeto, la sua oratoria, il suo vigore, venne poi soprannominato “il toro di Vaucluse”. Più volte ministro, nel 1933 (dal 31 gennaio al 24 ottobre) costituì il suo primo governo, in un momento in cui la situazione interna e internazionale era molto grave: aumentava il potere di Hitler in Germania e la Società delle Nazioni dimostrava la sua debolezza. Il 30 gennaio 1934 Daladier fu nuovamente incaricato di costituire un governo, ma si dimise dopo pochi giorni (7 febbraio) per l'impossibilità di controllare la situazione; era infatti il periodo dello scandalo Stawisky e un'agitazione di ex combattenti si era trasformata in una sommossa popolare che a Parigi fece sedici morti e centinaia di feriti. Riprese allora la direzione del Partito radicale e, per combattere le leghe di estrema destra, creò nel marzo 1934 il Comité d'action anti-fasciste. Tornò al governo nel 1938 e fu tra i protagonisti del Patto di Monaco (29-30 settembre 1938) per il problema cecoslovacco. Sul piano interno i problemi di stabilità monetaria e di difesa avevano acquistato un carattere di urgenza e a essi Daladier pospose il programma di rinnovamento sociale. Durante il suo incarico tentò di aumentare la produzione nel Paese (con ore supplementari, che provocarono la reazione della Confédération Générale du Travail) e riuscì a rafforzare la situazione finanziaria e quindi il programma di armamento. Ostile all'espansionismo tedesco, dopo l'invasione della Polonia dichiarò guerra alla Germania (3 settembre 1939) e, abbandonata la presidenza del Consiglio (marzo 1940), assunse il portafoglio della Difesa e poi degli Esteri. Il 5 luglio 1940 fu definitivamente eliminato dal governo; arrestato dopo l'armistizio, incarcerato fino al processo di Riom (febbraio-aprile 1942), deportato in Germania nell'aprile 1943, poté ritornare nel 1945 e riprendere la vita politica.