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Delavrancea, Barbu

pseudonimo del prosatore e drammaturgo romeno Barbu Stefănescu (Bucarest 1858-Iasi 1918). Laureato in diritto a Bucarest, si recò a completare gli studi a Parigi: qui scrisse la novella Sultănica, pubblicata nel 1883. Amico di Vlahută e Caragiale (che difese in una causa di plagio), Delavrancea si avvicinò al movimento socialista, stampando dapprima una sua rivista, La lotta letteraria (1887) e collaborando poi a Letteratura e scienza di Dobrogeanu-Gherea (1893): il volume I parassiti (1893) testimonia queste sue posizioni ideologiche. Attratto dal folclore, ne sottolineò l'importanza come elemento di difesa della letteratura dai pericoli del decadentismo. Negli ultimi anni Delavrancea aderì al naturalismo. La sua produzione più importante è costituita dalla trilogia drammatica moldava Tramonto (1909), La tormenta (1910), Espero (1911), dominata dalla gigantesca figura di Stefano il Grande.

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