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Disubbidiènza civile

(inglese Civil Disobedience), movimento di resistenza, nell'ambito della lotta indipendentistica indiana, con cui si mirava a paralizzare il governo britannico in India attraverso atti compiuti in trasgressione delle leggi da parte delle masse, o con il boicottaggio delle merci e delle ditte inglesi. Ideato da Gandhi sulla base dei due principi di ahiṃsā (non-violenza) e satyāgraha (aderenza alla verità), il sistema, già sperimentato nel 1919 e nel 1921, fu adottato nelle campagne del 1930-31, 1932, 1940. La prima di esse si aprì il 6 aprile del 1930 sulla spiaggia di Dandi a opera di Gandhi stesso, che, contravvenendo alla legge sul monopolio, estrasse il sale. Non sempre, però, le masse si dimostrarono preparate alla totale non-violenza con cui trasgressioni e boicottaggi dovevano essere attuati e d'altra parte le forze dell'ordine reagirono sempre con tale decisione che le campagne finirono sanguinosamente.

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