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Dolianòva

comune in provincia di Cagliari (22 km), 212 m s.m., 84,60 km², 7979 ab. (dolianovesi), patrono: san Biagio (3 febbraio) e san Pantaleo (27 luglio).

Centro situato alla sinistra del rio Flumineddu. L'abitato ebbe origine nel 1905 dall'unione di due borghi, Sicci San Biagio e San Pantaleo, appartenenti nel Medioevo al Giudicato di Cagliari, nella curatoria di Parte Olla. San Pantaleo, antica sede della diocesi di Dolia, passò all'arcivescovado di Cagliari dal 1423 fino all'abolizione dei feudi del 1839, quando anche Sicci San Biagio fu liberato dai vincoli feudali delle dominazioni aragonese (sec. XIV-XV), spagnola (sec. XV-XVII) e piemontese (sec. XVIII-XIX).§ La chiesa paleocristiana di San Pantaleo, ricostruita nei sec. XII-XIII in stile romanico pisano con influssi islamici (decorazioni nella parte alta della facciata), conserva un fonte battesimale del sec. V e tracce di affreschi dei sec. XIII-XIV.§ L'economia si basa in prevalenza sull'agricoltura, che produce soprattutto olive e uva, oltre a cereali e agrumi; si pratica l'allevamento ovino, caprino, suino e bovino. L'industria è attiva nei settori alimentare (formaggi tipici, olio e conserve), enologico (produzione di vini DOC), edile, delle macchine utensili e della lavorazione dei metalli.

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