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ENEL

sigla dell'Ente Nazionale per l'Energia Elettrica, ente pubblico con personalità giuridica, istituito con legge 6 dicembre 1962 in seguito alla nazionalizzazione dell'energia elettrica. Ha il compito di esercitare, in tutto il territorio nazionale, le attività di produzione, importazione ed esportazione, trasporto, trasformazione, distribuzione e vendita dell'energia elettrica. L'ente è assoggettato alla vigilanza del ministero delle Attività Produttive (già dell'Industria), svolge la propria attività secondo le direttive CIPE ed è autorizzato a emettere obbligazioni. Nel 1992 veniva trasformato in società per azioni. A partire dal 1° gennaio 1997, nell'ambito della ristrutturazione in atto nel settore elettrico italiano, in armonia con la direttiva europea sul Mercato interno dell'elettricità approvata nel giugno 1996, l'ENEL adottava un nuovo modello organizzativo basato su una struttura centrale (Corporate) con compiti di indirizzo e controllo, tre divisioni (Produzione, Trasmissione e Distribuzione) con larga autonomia operativa e gestionale, e un numero limitato di strutture di servizio tecnico-gestionali con il compito di fornire alcuni servizi fondamentali (ingegneria e costruzioni, informatica, telecomunicazioni, ricerca, ecc.) a tutte le unità della società. In base alla prevista liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica, alla fine degli anni Novanta l'ENEL avviava una profonda opera di riorganizzazione interna, investendo in nuove attività: entrava nel settore idrico con l'acquisizione delle società Acquedotti pugliesi, Sogesid, Ente irrigazione Puglia e Basilicata e avviava la privatizzazione delle centrali elettriche del gruppo. Nel 1999, in ottemperanza a quanto previsto dal decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, in materia di separazione della proprietà degli elementi della rete di trasmissione nazionale dalla gestione della rete stessa, si procedeva alla suddivisione dell'ENEL in società distinte in base alle attività svolte: in particolare scompariva la divisione Trasmissione e veniva costituita, all'interno del gruppo, la società TERNA (Trasmissione Elettricità Rete Nazionale) S.p.A., proprietaria degli elementi della rete di trasmissione nazionale (linee, tralicci, stazioni, ecc.). Sempre nel 1999 concludeva una joint venture con France Télécom e Deutsche Telekom, denominata Wind (di cui l'ENEL deteneva il 51%), operatore di servizi di telefonia fissa, mobile e Internet, e produttore di applicazioni multimediali. Sempre nel settore delle telecomunicazioni, nel 2001 acquistava Infostrada che veniva a sua volta fusa con Wind nel 2002. Nel 2003 l'azienda completava la privatizzazione delle centrali elettriche che erano state riunite in tre società, Elettrogen, Eurogen e Interpower, divenute quindi concorrenti significative di ENEL per l'erogazione di energia elettrica. Nello stesso anno, dopo il ritiro dalla joint venture di Deutsche Telekom e di France Télécom, ENEL restava unica proprietaria di Wind. Nel 2005 ha portato a termine due importanti acquisizioni nel settore dell'energia elettrica: la slovacca Slovenske Elektrarne e le due rumene Electrica Banat ed Electrica Dobrogea. Nello stesso anno raggiungeva un accordo con Weather Fund del finanziere egiziano Naguib Sawiris per la vendita di WIND, di cui rimaneva il 30% all'ENEL. Inoltre in maggio firmava un accordo con EDF, società elettrica francese, che prevede l'entrata di ENEL nel mercato francese. Nel 2006 il gruppo si aggiudicava la gara per l'acquisizione del pacchetto di maggioranza di Electrica Muntenia Sud, società che gestisce la rete elettrica di Bucarest e completava la cessione delle sue quote in Wind. inoltre entrava nel mercato del gas, come gestore nazionale. Nel 2007 acquisiva il 67% del capitale del gruppo spagnolo Endesa e nel 2009 ne acquisiva un altro 25% dalla società Acciona.

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