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registro (lessico)

sm. [sec. XIV; latino tardo regesta-ōrum, neutro pl. di regestus, pp. di regerĕre, riportare, registrare].

1) Libro, quaderno o fascicolo in cui si registrano determinati fatti secondo un dato ordine: il registro delle entrate e delle uscite; registro cronologico degli acquisti; annotare ogni cosa sul registro della ditta. In particolare: A) nella terminologia scolastica, libro personale di ciascun insegnante recante l'elenco in ordine alfabetico degli alunni delle classi a lui affidate e in cui l'insegnante stesso prende nota delle assenze degli allievi, dei voti riportati da ciascuno di essi, degli argomenti svolti durante le singole lezioni e di eventuali osservazioni. B) In ragioneria, con la denominazione registri obbligatori si indica l'insieme delle scritture contabili imposte dalla normativa civilistica e tributaria nell'esercizio delle attività imprenditoriali e professionali. Essi comprendono i libri sociali, obbligatori civilisticamente, il libro giornale e il libro inventari, obbligatori per entrambe le normative, e i registri in senso stretto, imposti esclusivamente dal legislatore fiscale. Fra questi ultimi rientrano, ai fini dell'Imposta sul Valore Aggiunto: il registro delle fatture emesse, utilizzato da quei contribuenti che non esercitano attività di commercio al minuto, nel quale vengono annotati gli estremi delle fatture di vendita e delle note di accredito emesse in corrispondenza delle operazioni rientranti nel regime IVA, nonché le liquidazioni periodiche (mensili o trimestrali, a seconda del volume di affari) dell'imposta; il registro dei corrispettivi relativo agli esercenti attività di commercio al minuto e a tutti coloro che non sono obbligati all'emissione della fattura, nel quale vanno annotati (entro il giorno feriale successivo) gli incassi giornalieri realizzati (eventualmente documentati dall'emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale). Altre scritture sono poi richieste in specifici settori (per esempio, i registri multiaziendali per i centri di elaborazione dati che ne esercitano la facoltà di utilizzo) o in particolari situazioni (registri di magazzino per i soggetti in contabilità ordinaria che hanno superato, per due periodi consecutivi, i due limiti dimensionali dei 2 miliardi di fatturato e dei 500 milioni di rimanenze finali). La tenuta dei registri obbligatori assume configurazioni diverse a seconda del regime fiscale (ordinario o semplificato) cui si appartiene o, se possibile, si opta. In ogni caso essa richiede anche l'espletamento di formalità quali la numerazione progressiva di ogni pagina e, qualora sia previsto l'obbligo della bollatura o della vidimazione, devono essere bollati in ogni foglio dall'ufficio del registro delle imprese o da un notaio (art. 2215 del Codice Civile). In ogni caso essa richiede anche l'espletamento di formalità quali la vidimazione iniziale, con numerazione e bollatura di ogni singolo foglio, e quella annuale (richiesta, però, nei libri imposti unicamente dal Codice Civile). C) In biblioteconomia, registro d'ingresso, quello in cui vengono annotate le singole unità bibliografiche (libri, documenti, periodici) man mano acquisite dalla biblioteca, secondo l'ordine cronologico di acquisizione, segnalandone il numero progressivo di inventario (o di carico). D) In diplomatica, libro d'archivio in cui sono trascritti o sunteggiati, ordinatamente, gli atti e i documenti di un privato o di un ente così da costituire testimonianza della sua attività e dei suoi diritti, sia con effetti di tutela giuridica sia per memoria storica. L'uso più antico a noi noto di tali registri è quello della cancelleria imperiale romana, testimoniato da antichi giuristi ma di cui nessun resto ci è pervenuto. I più antichi registri giunti fino a noi sono quelli del sec. XI redatti dalla cancelleria pontificia che li usò fin dal sec. V. Un particolare tipo di registro è il cartulario, in cui sono raccolti gli atti e documenti diretti tutti a un unico destinatario; particolarmente importanti quelli di chiese, monasteri e altri istituti religiosi medievali.

2) Pubblico documento in cui vengono annotati determinati fatti d'interesse amministrativo e anagrafico: registro delle nascite;registri parrocchiali, libri in cui il parroco deve annotare i nomi dei battezzati, dei cresimati, dei coniugati, dei defunti; egli, inoltre, deve tenere un registro o schedario sullo stato delle anime delle varie famiglie soggette alla giurisdizione parrocchiale. Alla fine di ogni anno copia dei libri parrocchiali viene trasmessa agli archivi della curia vescovile. I cosiddetti matrimoni di coscienza vengono registrati, anziché nel libro parrocchiale, nell'archivio segreto della curia. Anche Pubblico Registro Automobilistico, Registro Aeronautico Italiano, Registro navale, Ufficio del Registro, imposta di registro.

3) Dispositivo per mettere a punto meccanismi e regolarne il movimento: il registro dell'orologio. In particolare, in impiantistica, dispositivo inserito nei condotti di scarico di fumi o di gas di combustione di un apparecchio di riscaldamento per regolarne il tiraggio o per modificare il processo di combustione mediante la variazione della sezione del condotto stesso.

4) In musica, nelle voci umane, proprietà peculiari, foniche, espressive, di estensione di ciascuna categoria (soprano, mezzosoprano, contralto; tenore, baritono, basso); negli strumenti musicali indica l'estensione melodica e, in base ai diversi suoni che ogni strumento può produrre, si distingue in grave, medio, acuto; nell'organo ogni registro è costituito da serie di canne dallo stesso timbro; con registro si designano anche i comandi (pistoncini, leve, tiranti, placchette, bottoni) che l'esecutore aziona per ottenere i vari impasti sonori; nel clavicembalo, registri sono i pomelli e i pedali il cui uso produce diverse combinazioni di suoni. Fig., nel linguaggio comune, cambiare registro, cambiare tono, contegno, modo di fare.

5) Nell'industria grafica, corrispondenza fra la pagina stampata in bianca e quella in volta; posizione precisa del foglio di stampa rispetto alla forma; esatta posizione di elementi diversi stampati in più riprese ma costituenti un tutto unico: caso più tipico ai giorni nostri, l'esatta sovrapposizione dei colori fondamentali. Nel libro antico, era l'indicazione, spesso riportata dal tipografo alla fine del volume, dell'ordine in cui dovevano essere legati i fogli di stampa sciolti: il registro in questo significato, inteso a facilitare l'opera del legatore, riportava la numerazione dei fogli fascicolo per fascicolo.

6) Nell'industria ceramica, numero di strati di smalto o vernice applicati a un manufatto.

7) In informatica, piccola memoria, o posizione speciale di memoria, contenuta nella CPU, avente generalmente una capacità uguale al formato di parola dell'elaboratore; è dotato di specifiche caratteristiche per l'impiego nelle operazioni aritmetiche o logiche, o per la memorizzazione di particolari segnali relativi allo stato di esecuzione di un programma (dall'inglese register). In Windows, nome di variabili utilizzabili dal sistema operativo per definire le modalità di esecuzione di determinate applicazioni (dall'inglese registry).

8) In telefonia, organo elettromeccanico che, nelle centrali telefoniche, ha il compito di ricevere la segnalazione in arrivo relativa a ogni conversazione telefonica e, tenendo conto delle possibilità di istradamento del traffico per la direzione prescelta, di inviare verso gli organi di commutazione le segnalazioni più opportune per portare a buon fine la costruzione del collegamento telefonico, come pure per determinarne la tassazione. Completata la formazione del collegamento, prima ancora che inizi la conversazione telefonica, il registro si sgancia e si rende disponibile per un altro istradamento di traffico.