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narrazione biblica della creazione, racchiusa dall'autore in sei giorni. I critici moderni fanno opposizione alla creazione “in sei giorni” e la stessa commissione biblica consente d'interpretare “giorni” per “epoche” per trovare una concordanza con i dati scientifici. A un attento esame del testo la sostituzione non sembra necessaria. L'autore infatti non intende dare al suo racconto uno svolgimento rigorosamente scientifico, ma vuol perseguire un intento religioso: il rispetto della settimana ebraica con sei giorni lavorativi e il riposo sabbatico, convalidandolo con l'esempio del Creatore, che per sei giorni organizza l'universo e nel settimo si riposa.