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Faleróne

comune in provincia di Fermo, 432 m s.m., 24,53 km², 3176 ab. (faleronesi), patrono: san Fortunato (1° giugno).

Centro alla sinistra del fiume Tenna. Di origine romana (Faleria Augusta), nel Medioevo seguì le vicende storiche di Fermo. § Nell'abitato la chiesa di San Fortunato (sec. XIII-XIV) ha facciata gotica e campanile quattrocentesco; l'interno, rifatto in epoca barocca, conserva una tavola di Vittore Crivelli e una statua lignea raffigurante il santo titolare, del sec. XVI. Fuori l'abitato vi sono le chiesette rurali di San Paolino e di Santa Margherita, che ha un rosone gotico e un campanile con monofore del 1274. Della città romana, a Piane, rimangono resti del teatro, di cui sono ancora visibili parte della cavea, dell'orchestra e del palcoscenico. § L'industria conserva la tradizione della lavorazione della paglia per cappelli e borse, ma sono attivi anche i settori dell'edilizia, dei materiali da costruzione, alimentare, calzaturiero e metalmeccanico. L'agricoltura produce cereali, uva, frutta e ortaggi. § In estate vi si svolge il festival Teatri uniti antichi.

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