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Fassbinder, Rainer Werner

regista, attore e autore tedesco (Bad Wörishofen, Baviera, 1946-Monaco di Baviera 1982). Creatore nel 1968 dell'Antiteatro di Monaco, direttore dal 1974 di un teatro d'avanguardia a Francoforte, mise in scena con spirito polemico una serie di classici e di moderni, oltre a drammi propri (da Katzelmacher, 1968, a Le lacrime amare di Petra von Kant, 1971, e La libertà di Brema, 1973). La sua attività originale nel nuovo cinema tedesco fu ancor più prolifica e provocatoria: dal 1969 scrisse, girò e talvolta interpretò un'enorme quantità di film (o telefilm), analizzando passioni individuali e devastazioni sociali, inventando un melodramma caustico, beffardo, spesso crudelmente autobiografico, e nel contempo specchio della crisi di una nazione. Tra i titoli più validi: Selvaggina di passo (1972), La paura mangia l'anima (1973), Effi Briest (1974), Il diritto del più forte (1974), Il matrimonio di Maria Braun (1978), Un anno con 13 lune (1978), Lili Marleen (1980), Lola (1981), La nostalgia di Veronika Voss (1982). Due mesi dopo la morte di Fassbinder è uscito Querelle de Brest, tratto dall'omonimo romanzo di J. Genet. Nel 1994, a Venezia, nell'ambito della Mostra internazionale d'arte cinematografica, è stato riproposto, fuori concorso, Martha, il film che Fassbinder ha girato con mezzi limitati nel 1973. Trasmesso dalla Wdr nel 1974, è uscito dalla circolazione in seguito a un'accusa di plagio per la straordinaria somiglianza della trama con un racconto dell'americano Cornell Woolrich. Il film, che sviscera le contraddizioni del rapporto tra i protagonisti, i coniugi Margit Carstensen e Karlheinz Böhm, nei ruoli della vittima e del carnefice, occupa un posto centrale nell'opera di Fassbinder, rilevando chiaramente la lezione di Hitchcock e l'influsso dell'horror psicologico di marca hollywoodiana.

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