regista cinematografico inglese (Londra 1899-Los Angeles 1980). Maestro del thrilling, cioè del genere criminal-psicologico a suspense, nella sua cinquantennale attività confortata quasi sempre dal successo (estesosi dal 1955 alla televisione e ad antologie del brivido e del terrore) affermò un brillante e originale talento di narratore per immagini e per suoni, dove il tipico humour inglese spesso si salda al macabro e l'ironia attenua oppure impreziosisce l'artificiosa e cinica meccanica del racconto nero. Nel cinema dal 1920, rivelò una personalità in The Lodger (1926) e in Blackmail (1929, primo film sonoro britannico) e impose il proprio timbro stilistico in The Man Who Knew Too Much (1934, rifatto a colori nel 1956: L'uomo che sapeva troppo), in Il club dei 39 (1935, forse il suo capolavoro inglese), in The Lady Vanishes (1938) e altri film. A Hollywood nel 1940, vinse subito un premio Oscar con Rebecca (Rebecca, la prima moglie) e si abbandonò poi, con qualche parentesi britannica, a una produzione abbondante e di alto mestiere. Tra i molti titoli spiccano Sospetto (1942) , L'ombra del dubbio (1943), Io ti salverò (1945) , Notorius (1946) , Nodo alla gola (1947), L'altro uomo (1951), Delitto perfetto (1954), La finestra sul cortile (1954), La congiura degli innocenti (1955) , La donna che visse due volte (1958), Intrigo internazionale (1959), Psyco (1960), Gli uccelli (1963), Marnie (1964), Frenzy (1971), Complotto di famiglia (1975).
E. Rohmer, C. Chabrol, Alfred Hitchcock, Parigi, 1957; G. Perry, The films of Alfred Hitchcock, Londra-New York, 1965; Autori Vari, Hitch, Hitch, Hitch, hourra!, in “Ecran 72”, 7, Parigi, 1972; F. Savio, Gli anni inglesi di Hitchcock, in “Visione privata”, Roma, 1972; F. Truffaut, Il cinema secondo Hitchcock, Parma, 1989.