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Franzen, Jonathan

scrittore statunitense (Western Springs, Illinois, 1959). Prima di iniziare la carriera di narratore ha lavorato in un laboratorio di sismologia dell'università di Harvard. Ha esordito nel 1989 con il romanzo The Twenthy-Seventh City (La ventisettesima città), storia della lotta di un capo della Polizia contro l'illegalità di alcuni potentati economici. Dopo l'esordio è seguito un lungo periodo di scarsa ispirazione letteraria, provocato da fallimenti coniugali, problemi economici e crisi depressive: in questa fase delicata della sua crescita di autore, Franzen ha scritto il romanzo Strong Motion (1992) e il saggio My Obsolescence (1993; La mia obsolescenza). Soltanto nel 2001 il suo talento narrativo ha ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui il conseguimento del National Book Award, con il romanzo The Corrections (2002; Correzioni), ritratto ironico e amaro delle contraddizioni della società statunitense, attraverso le vicende di una famiglia borghese del Midwest: metafora dell'opera è l'utopia della programmazione meticolosa della felicità che, malgrado i tentativi di “correzione”, si rivela spesso fonte di ulteriore frustrazione. Successivamente Franzen ha pubblicato i saggi How to Be Alone (2003; Come essere soli) e The Discomfort Zone (2006; Zona disagio). Nel 2010 Franzen torna al romanzo con Freedom (Libertà) in cui racconta la storia di una famiglia americana infelice.

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