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Fratta Todina

comune in provincia di Perugia (36 km), 215 m s.m., 17,52 km², 1733 ab. (frattigiani), patrono: san Michele (8 maggio).

Centro posto presso la confluenza del torrente Faena nel Tevere. Sorse intorno a un castello medievale, che appartenne a Firenze dal 1334 al 1403, passando poi ad Andrea Fortebracci che lo fortificò; nel 1416 vi fu imprigionato Carlo Malatesta, figlio di Galeotto. Divenuto comune, nel 1452 fu assoggettato a Todi, di cui seguì le vicende. § L'abitato conserva tratti delle mura castellane, la secentesca torre civica, il coevo palazzo vescovile e la parrocchiale del Settecento (costruita sui resti di una chiesa romanica). Da segnalare anche l'antico convento francescano della Spineta. § L'economia è incentrata sull'agricoltura (cereali, foraggi, tabacco, olive e vigneti) e sull'allevamento, con un'industria di lavorazione del tabacco.

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