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Città della Piève

comune in provincia di Perugia (43 km), 509 m s.m., 111,37 km², 7122 ab. (pievesi), patrono: santi Gervasio e Protasio (19 giugno).

Centro sullo spartiacque tra il torrente Chiani e il fiume Nestore, nei pressi delle sorgenti di quest'ultimo. Di origine etrusca, poi importante località romana, fu distrutto da Totila nella guerra greco-gotica. Libero comune nel sec. XII, fu coinvolto in varie lotte e passò di signoria in signoria. Alla caduta dei Baglioni, Clemente VII (1529) lo pose sotto il controllo della Chiesa. Nel 1780 divenne il centro dei lavori di bonifica della Valdichiana. § Sono conservate, in parte, le mura medievali e la rocca (sec. XIV), bell'esempio di architettura militare per la sua forma semplice ma grandiosa. La cattedrale, sorta sulla pieve preromanica e risalente al sec. XII (ma continuamente trasformata nei sec. XVI-XVII) conserva due tavole del Perugino (che qui nacque nel 1445/50). Da ricordare anche: la torre del Pubblico; l'oratorio di Santa Maria dei Bianchi, con L’Adorazione dei Magi del Perugino; i palazzi Mazzuoli (o Della Corgna, attribuito a Galeazzo Alessi), Bandini e Della Fargna. Altre opere del Perugino sono in Santa Maria dei Servi. § All'agricoltura (cereali, olive, vite e foraggi per l'allevamento del bestiame) si affiancano medie industrie alimentari, dell'abbigliamento e dei laterizi (il centro è considerato, per antica tradizione, la “patria del cotto”). È una frequentata meta turistica grazie alle sue numerose attrattive artistiche e culturali. § I fratelli Taviani vi girarono il film San Michele aveva un gallo (1972).