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Gàmbia (Stato)

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(Republic of the Gambia). Stato dell'Africa occidentale (11.295 km²). Capitale: Banjul. Divisione amministrativa: divisioni (8). Popolazione: 1.594.000 ab. (stima 2008). Lingua: inglese (ufficiale), wolof. Religione: musulmani 94,9%, altri 5,1%. Unità monetaria: dalasi (100 butut). Indice di sviluppo umano: 0,471 (160° posto). Confini: Senegal (N, E e S), oceano Atlantico (W). Membro di: CEDEAO, Commonwealth, OCI, ONU, UA e WTO, associato UE.

Generalità

Il suo territorio corrisponde a una sottile striscia valliva, incuneata nel Senegal, lungo il corso medio e inferiore del fiume Gambia. Colonia creata dagli inglesi in un'area interamente francofona per assicurare uno sbocco marittimo al mercato degli schiavi e ai prodotti dell'interno, la Gambia ha mantenuto i suoi confini artificiali anche con l'indipendenza (1965). Dal 1º febbraio 1982 al 30 settembre 1989 fu unita al Senegal nella Confederazione della Senegambia. Solo motivi di rivalità coloniale ne hanno fatto uno Stato a sé, separato dal Senegal, a cui è accomunato da fattori etnici, sociali ed economici. Nonostante l'esiguità della superficie, il Paese offre luoghi interessanti e sorprendenti, che ne fanno un "gioiello", al pari degli altri Stati della regione. Uno degli aspetti più interessanti è costituito dai suoi abitanti, dalla cultura e dalla piacevole atmosfera che ne caratterizza la vita di tutti i giorni. La Gambia rimane però un Paese arretrato, privo di risorse minerarie qualificate e praticamente senza industrie.

Lo Stato

In base alla Costituzione entrata in vigore nel 1997, la Gambia è una Repubblica presidenziale. Il presidente viene eletto a suffragio universale ogni 5 anni; l'Assemblea Nazionale è formata da 48 membri eletti per 5 anni, più 5 nominati dal presidente. Il sistema giudiziario in uso nel Paese si basa sulla Common Law inglese, con adattamenti locali, e sulla legge coranica, per i cittadini mussulmani. La giustizia è amministrata, nel suo massimo grado, dalla Corte suprema, successivamente troviamo l'Alta Corte, competente in materia civile e penale, e le Corti di magistrati, che agiscono come tribunali di prima istanza. Nel Paese è ancora in vigore la pena di morte, ma le esecuzioni non hanno luogo dal 1981. La difesa è affidata all'esercito, alla marina e alla guardia presidenziale. Il servizio militare è obbligatorio dal 1997, anno dell'entrata in vigore della nuova Costituzione. Il sistema di istruzione risente dell'organizzazione scolastica britannica. L'educazione primaria è gratuita, ma non obbligatoria. Essa inizia all'età di 7 anni e dura per un periodo di 6. L'istruzione secondaria dura 7 anni, divisa in un primo ciclo di 5 anni e un secondo di 2 che danno accesso agli studi superiori della durata di 4 anni, di carattere tecnico, agricolo e medico. La percentuali di analfabetismo nel 2005 si aggirava intorno al 57,5%. In Gambia non esistono università.

Territorio: geografia fisica

Le due strisce di territorio che fiancheggiano il fiume Gambia non superano nel complesso i 60 km di larghezza e si sviluppano per 350 km di lunghezza; si tratta di un'area essenzialmente pianeggiante, per lo più formata dalle alluvioni del fiume. Questo, che nasce dai rilievi guineani del Fouta-Djalon, è navigabile nel territorio della Gambia , di cui costituisce l'asse vitale delle comunicazioni; si apre verso la foce in un ampio estuario che ospita la capitale del Paese. Il clima è tropicale, con i caratteri propri della regione sudanese, a due stagioni nettamente alternate: da novembre a maggio, per il predominio degli influssi continentali, si ha il periodo asciutto, in cui si registrano le temperature più elevate, con punte sino a 40 ºC; piovosi sono invece i mesi da giugno a ottobre, in cui prevalgono le masse di aria monsoniche da S e la forte umidità mitiga le temperature (medie di 25-28 ºC). Quanto alle precipitazioni, si distingue una zona occidentale, con oltre 1200 mm annui di piogge, e una orientale, più asciutta.

Territorio: geografia umana

La popolazione è formata da almeno cinque gruppi etnici di significativa consistenza etnica: prevalgono i mandingo o mandinkha (34,1%), diffusi un po' su tutto il territorio, originari della valle del Niger e discendenti dai mande; i fula o fulbe (16,2%), i wolof (12,6%), i jola o diola (9,2%), i serahuli o serer (7,7%), mentre gli altri gruppi sono complessivamente il 20,2% della popolazione. La densità è piuttosto alta (131 ab./km²), mentre circa un quarto della popolazione vive nelle aree urbane e si concentra in gran parte nella capitale Banjul, che conserva ben marcata l'impronta della colonizzazione britannica ed è sede delle principali attività commerciali del Paese, di cui rappresenta anche lo sbocco portuale. L'unico altro agglomerato urbano rilevante è Kanifing. Le altre città, con l'esclusione di Brikama, sono per lo più centri di piccole dimensioni a ridosso del fiume Gambia, con la più qualche migliao di abitanti (Mansakonko, Georgetown, Kerewan, Bakou, Basse).

Territorio: ambiente

La vegetazione rispecchia le differenze di piovosità. All'estremità dell'estuario crescono estese associazioni di mangrovie, che, risalendo il corso del fiume Gambia, cedono il posto prima ai canneti, poi alla foresta a galleria, ricca di specie sempreverdi, rafie, bambù e palme. Lontano dal fiume la vegetazione si fa più scarsa, con piante tipiche della savana. La fauna è quella caratteristica della regione sudanese, con coccodrilli che dominano il corso del fiume e oltre 600 specie di uccelli concentrati su tutto il territorio. L'incremento della desertificazione causata dalla forte pressione demografica in un Paese così piccolo e dalla conversione delle aree boschive in aree agricole hanno prodotto un progressivo depauperamento dell'habitat forestale originario e la scomparsa di alcune specie di animali. L'1,9% del territorio è ufficialmente protetto sotto forma di riserve naturali, parchi forestali e parchi nazionali, di cui se ne individuano tre, i più importante dei quali sono quello del Kiang West e del fiume Gambia.

Economia

La Gambia è un Paese economicamente arretrato con un'agricoltura basata sulla monocultra dell'arachide, privo di risorse minerarie importanti e praticamente senza industrie. La sua economia dipende dagli aiuti internazionali e dalla continua assistenza del FMI. Nel 2008 l'andamento dell'economia del Paese era positivo ma il PIL rimaneva su livelli bassi (808 ml $ USA), così come il PIL pro capite (496 $ USA). Il Paese segnava inoltre un alto tasso di disoccupazione e un basso livello dei salari. § L'agricoltura, l'arativo occupa il 23,5% della superficie territoriale, occupa oltre i due terzi della forza lavoro e genera il ca. il 33% del PIL. Come accennato l'unica coltura avanzata di piantagione è quella delle arachidi, segue la produzione di cotone. Il Paese ha raggiunto autosufficienza per grano e riso. Colture destinate solo al consumo alimentare interno sono i cereali (miglio, riso, mais, manioca ecc.). § Tra il 2000 e il 2005 la Gambia ha visto aumentare considerevolmente il proprio patrimonio boschivo, così che è divenuta significativa la produzione di legname, in particolare di essenze pregiate come il mogano. § L'allevamento, in particolare di bovini, caprini e ovini, è poco sviluppato e ha poca importanza nel quadro economico dello stato, più consistente è invece la pesca: essa è diffusa nelle acque costiere e nel ricco bacino del fiume Gambia; parte del pescato viene esportato. § Non esistono industrie di base, ma per la lavorazione delle arachidi e per la conservazione del pesce funzionano alcuni impianti di trasformazione e conservazione. § Il Paese risente della mancanza di materie prime: sono presenti modesti quantitativi di rame e caolino. La cronica mancanza di risorse energetiche potrebbe in futuro risolversi dal momento che indagini geologiche (2004) hanno portato al rinvenimento di discreti giacimenti di petrolio nel sottosuolo gambiano. § La bilancia commerciale è gravemente deficitaria. Il Paese esporta sopratutto arachidi e importa materie prime, fonti energetiche e beni alimentari. I principali partner commerciali sono la Gran Bretagna, l'India, l'Indonesia, la Francia, l'Italia e la Cina (quest'ultima per le importazioni). § La rete stradale è alquanto estesa (3742 km nel 2004): si tratta, però, di poche carrozzabili asfaltate (723 km) e di alcune vie di traffico percorribili tutto l'anno essendo il restante poco più che piste. Mancano le ferrovie, per cui gran parte dei trasporti si svolge per via fluviale. La capitale ospita il maggior porto del Paese e, a Yundum, presso la capitale, funziona un aeroporto internazionale. § Il governo fa molto affidamento sul turismo, fonte principale di valuta pregiata, in ripresa dal 1996.

Storia

In epoca medievale la regione sembra sia stata sotto il controllo degli imperi succedutisi nel Sudan occidentale (Ghana, Mali, Songhai). Verso il sec. XIII i mandingo e i sussu, provenienti dal Fouta-Djalon, si stabilirono nel territorio dell'attuale Mali, estendendo la loro influenza su tutto il bacino del Gambia, abitato da popolazioni wolof e jola. Verso la fine del sec. XVIII la regione fu raggiunta dagli invasori fulbe. Le prime ricognizioni europee sul litorale della Gambia furono effettuate intorno al 1455 dai veneziani Alvise Ca' da Mosto e Antoniotto Usodimare, navigatori al servizio dei portoghesi. Dopo il 1587 l'Inghilterra dette inizio ai suoi traffici con quella regione e all'esplorazione del fiume (1618) dove costruì dei forti e delle stazioni. Tra il 1765 e il 1783 la Gambia fece parte della Colonia della Corona della Senegambia. Con la Pace di Versailles (1783) fu dichiarata possedimento inglese. Nel 1816, dopo che gli inglesi si furono installati nell'isola di Saint Mary, dove sorse la capitale Bathurst, il Paese fu unito alla Sierra Leone dal cui governo dipese amministrativamente fino al 1843. Nel 1888 essa fu costituita colonia a se stante. Divisa successivamente in una zona retta a colonia e in un'altra, comprendente la maggior parte del Paese, costituita in protettorato, la Gambia iniziò il suo iter costituzionale nel 1915 e, attraverso vari stadi successivi, sotto la guida del primo ministro David Kairaba Jawara (fondatore del Partito Progressista del Popolo) pervenne il 4 ottobre 1963 all'autonomia interna e il 18 febbraio 1965 all'indipendenza come monarchia costituzionale amministrata da un governatore in rappresentanza della regina d'Inghilterra. Con una nuova Costituzione, approvata il 24 aprile 1970, adottò la forma di governo repubblicana, pur restando nell'ambito del Commonwealth. La situazione politica della Gambia, rimasta stabile per un decennio (negli anni Settanta) sotto la presidenza di Jawara, fu turbata agli inizi degli anni Ottanta da alcuni tentativi di rovesciamento del regime. Il colpo di stato del luglio 1981, sventato grazie all'intervento delle truppe senegalesi esplicitamente richiesto da Jawara, accelerò il lungo processo di integrazione con il Senegal, portando alla costituzione della Federazione della Senegambia. Il patto costitutivo, entrato ufficialmente in vigore il 1º febbraio 1982 e consolidato da successivi accordi di cooperazione, sancì l'unione economica e monetaria dei due Paesi pur conservandone le posizioni di soggetti di diritto internazionale. Presidente della Federazione fu nominato il capo di Stato senegalese Abdou Diouf, vicepresidente Jawara. Nel corso degli anni Ottanta e dei primi anni Novanta il regime, nonostante le ripetute conferme (1982, 1987 e 1992) di Jawara e del Partito progressista del Popolo (PPP) si dimostrò sempre meno solido, mentre il progetto federativo, realizzato solo nel campo monetario e doganale, anche per l'opposizione delle classi dirigenti, venne sempre più criticato, fino a essere anche formalmente abbandonato il 30 settembre 1989. Il 23 settembre 1994 la situazione di instabilità portò a un golpe delle Forze armate (AFPRC, Armed Forces Provisional Ruling Council) che abrogò la Costituzione, sciolse la Camera dei rappresentanti, depose Jawara e nominò presidente della Repubblica Yayah Jammeh, tenente ventinovenne leader della rivolta. Il nuovo presidente avviò subito una stretta repressiva con il ripristino della pena di morte e arresti in massa di oppositori. Questa reazione condusse però la Gambia all'isolamento internazionale e a un drastico calo dell'afflusso turistico, cosicché il presidente Jammeh, anche pressato dalla situazione interna, fu costretto ad annunciare, nel dicembre 1995, il ritorno a un sistema democratico e a indire un referendum (agosto 1996) per l'approvazione di una nuova Costituzione. Jammeh, una volta messi al bando i principali partiti d'opposizione, vinse le elezioni presidenziali del 1996, venne eletto Presidente e il suo partito (che da AFPRC era stato rinominato Alleanza per l'orientamento patriottico e la costituzione) si confermò nelle consultazioni dell'anno seguente. La nuova dittatura, nonostante la palese violazione di alcuni diritti civili, promosse la costruzione di infrastrutture (tra cui un aeroporto) e cominciò a ricostruire l'economia del Paese ottenendo così il consenso popolare che lo confermava alle elezioni del 2001 e del 2006; l'Alleanza per l'orientamento patriottico e la costituzione ha vinto le consultazioni legislative del 2007. Nel 2011 Jammeh veniva rieletto con il 72% dei voti.

Cultura

La letteratura orale del passato appare interessante e varia, mentre quella in lingua inglese stenta a decollare in modo definitivo. Vanno ricordati il romanziere William Conton (n. 1923) per The African (1960); il poeta Lenrie Peters (n. 1932), autore di versi (Poems, 1964; Satellites, 1967; Katchikali, 1972) sulla desolazione e sull'aridità del mondo moderno, e anche di un romanzo, The Second Round (1965). Scrittori noti di epoca più recente sono Tijan Salleh (Kora Land, 1989) e Ebou Dibba (1943-2000), divenuto famoso con il suo Chaff in the Wind (1986). In campo artistico meritano rilievo solo le maschere a casco intrecciate dei diola, tempestate di rossi chicchi di abrus, con cannucce sporgenti al posto degli occhi e corna di bue o di antilope applicate. Rinvenimenti archeologici hanno messo in luce 257 menhir isolati e 1226 cerchi, isolati o a gruppi, di pietre ritte, in genere di forma tronco-conica; sarebbero stati eretti, in connessione con un culto solare preistorico; quest'area, detta Senegambia e compresa anche in Senegal, è stata dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 2006. L'altro sito UNESCO è James Island (2003), ubicata nel fiume Gambia, dove si trovano resti di edifici e fortificazioni legati all'epoca precoloniale e al commercio degli schiavi. I piatti tradizionali comprendono benachin (un miscuglio di carne speziata e riso cotti con salsa di pomodoro e verdure), base nyebe (stufato di pollo o di manzo con fagioli verdi e altre verdure), chere (palline di farina di miglio cotte), domodah (carne o pollo stufato nel burro di arachide e servito con riso), plasas (carne e pesce affumicato cotto nell'olio di palma con verdure verdi) serviti con fu-fu (purè di manioca), e chura-gerteh (una sorta di porridge dolce a base di arachidi triturate e riso e servito con yogurt o latte acido). I frutti più comuni sono il mango, la banana, il pompelmo, la papaia e l'arancia.

Bibliografia

K. H. Pfeffer, Sierra Leone und Gambia, Bonn, 1958; H. A. Gailey, A History of the Gambia, Londra, 1964; J. Schramm, Gambia, Bonn, 1965; H. Deschamps, Histoire général de l'Afrique noire, vol. II, Parigi, 1971; A. F. Landmann, Gambia Today, Londra, 1984; R. Pellissier, Naissance de la Guinée Portugais et Africains en Sénégambie (1841-1936), Orgeval, 1989.