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Geertz, Clifford

antropologo statunitense (San Francisco, 1926-Filadelfia 2006), principale esponente dell'indirizzo di ricerca noto come antropologia interpretativa. Ha condotto ricerche approfondite sul campo, per lo più in Indonesia (Bali, Giava) e in Marocco, dando contributi di indubbio valore per la comprensione di quelle culture, e ha riformulato l'approccio allo studio e all'analisi culturale secondo un'impostazione sostanzialmente ermeneutica. Secondo Geertz la cultura si caratterizza per essere un'entità espressiva, un insieme di segni, un libro che l'antropologo deve sforzarsi di leggere alle spalle di coloro che fanno parte della cultura stessa. La metafora della cultura come testo, alla base dell'antropologia interpretativa di Geertz, deriva da una concezione dell'agire umano nei termini di un processo di continua attribuzione di significati e di relativa interpretazione, nell'agire sociale, dei significati stessi. La dimensione simbolica, dunque, appare avvolgere totalmente gli esseri umani in quanto esseri culturali e l'antropologo, per questo, deve essere in grado di imparare a interpretare i significati culturali specifici allo stesso modo – o in un modo il più vicino possibile – dei nativi. “Vedere le cose dal punto di vista dei nativi” è quindi il principio guida dell'antropologia interpretativa di Geertz, un principio che esprime un obiettivo raggiungibile attraverso una pratica di ricerca etnografica intensa, basata sul dialogo dell'antropologo con i nativi e sulla continua mediazione dell'antropologo fra concetti e nozioni specifici della cultura che studia e concetti e nozioni elaborati dalla disciplina antropologica, mediazione che si esprime in una “descrizione densa” della cultura studiata, da cui emergano i diversi livelli di significato della cultura stessa. Opere principali di Geertz tradotte in italiano sono: Interpretazione di culture (1987), Antropologia interpretativa (1988), Opere e vita. L’antropologo come autore (1990), Oltre i fatti. Due paesi, quattro decenni, un antropologo (1995), Mondo globale, mondi locali (1999).

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