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Gerocarne

comune in provincia di Vibo Valentia (27 km), 241 m s.m., 44,98 km², 2498 ab. (gerocarnesi), patrono: san Sebastiano (20 gennaio).

Centro del versante tirrenico delle Serre, posto sulla sponda destra del torrente Morano. Sorto come casale di Arena, seguì le vicende del capoluogo, rimanendo dominio dei Conclubet dall'epoca normanna fino al 1678. In seguito fu possesso degli Acquaviva d'Aragona, quindi passò ai Caracciolo di Gioiosa (1694). Distrutto dal terremoto del 1783, fu riedificato sulla sponda del torrente Morano. Divenne comune autonomo nel 1811. La chiesa madre di Santa Maria de Latinis, di fondazione medievale, fu ricostruita dopo il terremoto del 1783 e conserva una croce astile in argento, opera di oreficeria calabrese del sec. XV.§ L'economia si basa sull'agricoltura (frutta, olive, uva, cereali e ortaggi), sull'allevamento e sulle attività di sfruttamento dei boschi. Sono presenti imprese manifatturiere nei settori edile, meccanico e dalla lavorazione del legno; è ancora vivo l'artigianato dell'argilla.§ Nel territorio si trova l'oasi naturalistica del Vivaio di Ariola, che si estende per 12 ettari, con 300 varietà di piante, e costituisce un punto di attrazione per gli appassionati della natura.

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