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Ghiannòpulos, Periklís

scrittore greco (Patrasso 1870-1910). Visse per due anni in maniera dissoluta a Parigi, dove era andato a studiare medicina, ma la morte del padre lo riportò bruscamente alla realtà. Cominciò a tradurre molte opere della letteratura europea. Segnato da altre dolorose esperienze, si diede alla stesura di articoli, a volte celandosi dietro uno pseudonimo, a volte firmando col suo vero nome. I suoi interventi feroci contro la vita sociale e politica gli procurarono l'appellativo di “scorbutico”. Ghiannopulos si scagliò contro la società greca e la sua architettura, criticando gli orpelli di cui si adornava, e pubblicando gli articoli in un fascicolo dal titolo Nuovo Spirito nel 1906, seguito da Appello a un pubblico panellenico (1907), attirandosi l'antipatia di molti connazionali. Concluse la sua vita bizzarramente, come l'aveva vissuta, suicidandosi tra le onde del mare in groppa a un cavallo. Dopo la morte di Ghiannopulos diversi intellettuali hanno ripreso molte delle tematiche a lui care. Nel 1963, in 2 volumi, sono state pubblicate tutte le opere che si sono salvate dalla distruzione per mano dello stesso Ghiannòpulos.

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