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Grimm, Jakob

filologo tedesco (Hanau, Assia, 1785-Berlino 1863). Fu consigliere di legazione della Prussia al Congresso di Vienna, poi nel 1829 professore d'antichità tedesche e bibliotecario a Gottinga. Nel 1837 fu esonerato per le sue tendenze liberali, ma nel 1840 il re di Prussia lo chiamò a Berlino; nel 1848 fu eletto deputato al Parlamento di Francoforte. Filologo squisitamente romantico, vicino al circolo di Heidelberg e convinto della creatività poetica popolare, fondò la germanistica moderna con ampie raccolte di testi e una serie di opere critiche, ancor oggi insostituite, sul diritto, la lingua, i miti dei popoli germanici. Formulò una quantità di concetti linguistici, tra cui la rotazione consonantica (che da lui prese il nome), e applicò il metodo storico allo studio della lingua e della letteratura. Insieme col fratello Wilhelm avviò l'immenso Deutsches Wörterbuch (1852-1961; Vocabolario tedesco) e pubblicò Kinder- und Hausmärchen (1812-14; Fiabe per bambini e famiglie), Deutsche Sagen (1816-18; Saghe germaniche), e, da solo, Deutsche Rechtsaltertümer (1828; Antichità giuridiche germaniche), Deutsche Grammatik (1819-37), Deutsche Mythologie (1835), Geschichte der deutschen Sprache (1848; Storia della lingua tedesca).

A. Ruschione, I fratelli Grimm, Firenze, 1955; J. Campbell, The Work of the Brothers Grimm, New York, 1957; M. Lemmer, Die Brüder Grimm, Lipsia, 1963; A. Cascone, I fratelli Grimm, Roma, 1966; M. Turchet, Biancaneve: seduzioni concertanti, Milano, 1990.

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