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Guinea-Bissau

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(República da Guiné-Bissau). Stato dell'Africa occidentale (36.125 km²). Capitale: Bissau. Divisione amministrativa: regioni (9). Popolazione: 1.424.000 ab. (stima 2008). Lingua: portoghese (ufficiale), dialetti sudanesi, creolo-portoghese. Religione: musulmani 45,8%, animisti/credenze tradizionali 39,5%, cristiani 14,7%. Unità monetaria: franco CFA (100 centesimi). Indice di sviluppo umano: 0,383 (171° posto). Confini: Senegal (N), Guinea (E e S), oceano Atlantico (W). Membro di: CEDEAO, OCI, ONU, UA e WTO, associato UE.

Generalità

Oltre alla sezione continentale lo Stato comprende l'arcipelago delle Bijagós e l'isola di Bolama; il suo territorio non ha una precisa unità geografica e solo in parte coincide con i bacini dei fiumi Corubal e Gebu. Presa dai portoghesi fin dal sec. XV, la Guinea-Bissau è divenuta indipendente nel 1973. Ancora all'inizio del nuovo millennio nel Paese permangono molti caratteri tipici del sottosviluppo, nonostante il tentativo avviato dopo l'indipendenza di costruire un nuovo volto della società attraverso politiche di orientamento socialista volte al riequilibrio territoriale, all'alfabetizzazione degli adulti e all'organizzazione di comunità di base nei quartieri e nei villaggi. Le vicende poltiche, con il conflitto armato interno esploso nel 1998 e culminato nel colpo di stato del 2003, non hanno facilitato il miglioramento delle condizioni sociali.

Lo Stato

La Guinea-Bissau è una Repubblica. La Costituzione del 1984, poi emendata più volte, stabilisce che il presidente della Repubblica, eletto a suffragio diretto con un mandato di 5 anni, detiene il potere esecutivo; l'Assemblea Nazionale è composta da membri eletti a suffragio universale per 4 anni. Il sistema giudiziario si basa sul diritto portoghese e sulle consuetudini locali. La difesa del Paese è affidata alle forze armate divise nelle tre armi tradizionali e alla gendarmeria. L'istituzione di un ciclo scolastico di 11 anni, formato da una scuola primaria (obbligatoria e gratuita e della durata di 6 anni) e da una scuola secondaria (della durata di 5 anni divisi in due cicli, di 3 e 2 anni), ha contribuito ad abbassare il tasso di analfabetismo, che rimane tuttavia a un livello elevato (circa il 55,2% nel 2005). Nel Paese non esistono università.

Territorio: geografia fisica

Il territorio, che si estende tra le ultime pendici del Fouta-Djalon e l'oceano Atlantico, su cui prospetta con un fronte costiero di 160 km estremamente articolato, è totalmente piatto, di origine alluvionale, ed è attraversato da numerosi corsi d'acqua, tra cui il Cacheu, il Mansoa, il Gebu e il Corubal, questi ultimi confluenti in un unico estuario che rappresenta la più vasta delle numerose rientranze che movimentano la costa. La morfologia litoranea è derivata da recenti ingressioni marine che hanno sommerso vecchie pianure e hanno dato origine appunto alla costa frammentata e alle Bijagós, una trentina di isole piatte e sabbiose, di difficile accesso. Il clima è caldo-umido, notevolmente piovoso (2000 mm annui) e con temperature medie di 30 °C; ciò consente la presenza di ancora estese formazioni forestali, nonostante le secolari degradazioni.

Territorio: geografia umana

Con una densità di 39 ab./km², la popolazione della Guinea-Bissau risulta fortemente dispersa sul territorio. Inoltre si compone di diverse etnie, dal momento che nel corso del tempo si sono riversate nella regione successive ondate di invasioni ed esiste ancora un ricordo vivo delle grandi mescolanze dovute alla spinta degli islamizzati verso la costa. La composizione etnica della popolazione è dunque caratterizzata nell'interno dalla presenza di tribù mandingo o malinke (13%) e fulbe (opeul, 20%) dedite all'agricoltura e all'allevamento, mentre nelle regioni costiere vivono di pesca e coltivando riso numerose altri gruppi, fra cui i balante che rappresentano il gruppo più numeroso (30%). Lungo la costa vivono anche i manjaco (14%), specializzati nella coltivazione della palma. Il coefficiente medio di accrescimento annuo è pari al 2,2%. Tra gli altri gruppi, che costituiscono il 16%, sono una buona percentuale i papeis (7%). Del tutto prevalente è l'insediamento rurale. La città più importante è la capitale, Bissau; altri centri sono Bolama, sull'isola omonima, che fu sede del primo insediamento stabile portoghese ed è oggi porto d'imbarco per l'esportazione dei prodotti di piantagione verso Lisbona, Bafatá e Madina do Boé.

Territorio: ambiente

Nonostante la sua limitata estensione territoriale, la Guinea-Bissau presenta una vasta varietà di ambienti naturali. Lungo le pianure costiere si estende una fitta palude di mangrovie, che risale anche gli estuari fluviali nascondendo le sponde sotto un'intricata rete di radici e piante acquatiche. Lontano dalla costa il territorio è ricoperto dalla savana, con erbe interrotte da acacie ombrellifere, boschetti di bambù, palme e banani: la maggior parte dei terreni è stata però trasformata in appezzamenti coltivati a riso, arachidi, mais e palma da olio. La fauna varia con l'ambiente vegetale: nei corsi d'acqua vivono ippopotami e numerose varietà di pesci, mentre alcuni rari esemplari di ippopotami d'acqua salata si trovano sull'isola di Orango. Nell'entroterra è possibile incontrare scimpanzé, antilopi, bufali e una straordinaria varietà di uccelli, tra cui gru e falchi pellegrini. Tra i maggiori problemi ambientali che il Paese è costretto ad affrontare troviamo la progressiva distruzione delle mangrovie per lasciare spazio alle risaie, l'eccessivo sfruttamento del suolo e la deforestazione che hanno causato negli anni il depauperamento del terreno. La superficie protetta copre complessivamente il 31% del territorio, all'interno della quale si individuano due parchi nazionali e un parco nazionale marino.

Economia

La poverissima economia, fra le ultime in assoluto al mondo, con un PIL di 461 ml di $ USA e con un reddito pro capite di 264 dollari USA (2008), poggia sull'agricoltura e sulla pesca. . Nonostante durante gli anni Ottanta e Novanta del XX sec. si fosse verificato un incremento della produzione agricola dovuto alle politiche socialiste intraprese dal governo, l'instabilità politica interna degli anni Novanta e la guerra civile svoltasi tra il 1998 e il 1999, causarono la distruzione di importanti infrastrutture e un nuovo peggioramento dell'economia della Guinea-Bissau. Nel primo decennio del Duemila il Paese dipende fortemente dagli aiuti internazionali e l'elevato debito estero non giova allo sviluppo. § L'agricoltura occupa gran parte della popolazione attiva (79,2%) e si divide in agricoltura di piantagione e di sussistenza. La prima produce arachidi, canna da zucchero, palma da cocco e da olio; quella di sussistenza dà riso (coltivato nelle pianure della fascia costiera), mais, sorgo, miglio e manioca. § Il patrimonio forestale a causa della pesante deforestazione ha subito un calo nella produzione di legname, che riguarda sopratutto le essenze pregiate. § La Guinea-Bissau possiede un patrimonio zootecnico discreto, composto in massima parte da bovini e caprini. § Il settore ittico contribuisce alle esportazioni; la pesca è molto diffusa, anche se viene praticata ancora a livello artigianale; il Paese ha visto svilupparsi, dopo l'acquisizione dell'indipendenza, l'industria conserviera. § Oltre a quest'ultima il settore industriale, che occupa solo il 4,8% della forza lavoro, è per lo più limitato alla lavorazione dei prodotti agricoli e delle materie prime locali, annoverando oleifici, birrifici, segherie ecc. § Quanto all'attività mineraria, il Paese è ben dotato di risorse, ma la maggior parte di queste (petrolio e fosfati) non sono sfruttate a causa degli alti costi di estrazione. Grande rilievo hanno i depositi di bauxite di Boé. § Le esportazioni sono rappresentate dalle arachidi, da noci di palma e dal pescato; le importazioni riguardano generi alimentari, prodotti petroliferi, macchinari e infrastrutture industriali. La bilancia commerciale è pesantemente passiva. § La rete di viaria (nel Paese non ci sono ferrovie) si sviluppava nel 2003 per 2755 km di cui solo 770 asfaltati. Bissau è il principale porto, seguito da Bolama, Catió e Cacheu. La capitale ospita anche un aeroporto internazionale. § Il settore turistico potrebbe essere una buona fonte di reddito grazie sopratutto alle bellezze naturali delle isole Bijagós, ma è penalizzato dalla difficile situazione interna del Paese.

Storia

Fu raggiunta per la prima volta verso la metà del sec. XV dai Portoghesi, che estesero poi la loro influenza su tutto il golfo di Guinea e fecero delle isole del Capo Verde un florido centro commerciale. Nel sec. XVIII Bissau divenne un importante centro per la tratta degli schiavi. Costituita in territorio autonomo nel 1879 con Bolama come capoluogo, la Guinea-Bissau dovette essere difesa dalle mire della Francia e dell'Inghilterra stabilitesi nelle regioni limitrofe. Normalizzati nel 1870 i rapporti con l'Inghilterra, i negoziati con la Francia si conclusero solo nel 1886. Un decreto di quello stesso anno stabilì la divisione amministrativa della colonia. Con la Costituzione del 1934 la Guinea-Bissau divenne parte integrante del Portogallo; dopo il trasferimento della capitale da Bolama a Bissau (1942), il territorio fu costituito nel 1951 in “provincia d'oltremare”. Ma l'ondata indipendentistica che aveva investito quasi tutto il continente africano sviluppò anche qui un movimento nazionalista, il PAIGC (Partito Africano per l'Indipendenza della Guinea e di Capo Verde), che tra il 1962 e il 1973 ottenne notevoli successi militari assicurandosi il controllo di gran parte del territorio. Il leader del movimento indipendentista e fra i fondatori del PAIGC fu lo scrittore Luis de Almeida Cabral. Nel settembre 1974 Lisbona riconobbe l'indipendenza della Repubblica, proclamata unilateralmente dal PAIGC il 24 settembre 1973. Nel novembre 1980 un colpo di stato promosso dai militari destituì L. A. Cabral che era stato eletto presidente della Repubblica e insediò il comandante João Bernardo Vieira, già presidente dell'Assemblea Nazionale del Popolo. Sventato un golpe in una situazione di attrito internazionale connesso alla disputa sul confine marittimo con il Senegal (1985), Vieira, di fronte al deterioramento dell'economia, perseguì una politica liberalizzatrice che non mancò di provocare tensioni politiche, avviando al contempo una campagna contro la corruzione. Rieletto alla presidenza nel 1989, nel 1991 e nel 1994, con una legge approvata dall'Assemblea Nazionale del Popolo, aprì al multipartitismo e nel dicembre dello stesso anno ristabilì la carica di primo ministro (dicembre 1991), affidata a un esponente del PAIGC, M. Carlos Correia. Le prime elezioni legislative e presidenziali libere si svolsero solo tra luglio e agosto 1994 e al PAIGC fu facile conquistare la maggioranza assoluta dell'Assemblea Nazionale, mentre Vieira, al ballottaggio, venne confermato capo dello Stato. In questo periodo le condizioni sociali ed economiche della Guinea-Bissau migliorarono, ma nel luglio 1998, la situazione precipitò nuovamente con il tentativo di golpe da parte di Ansumare Mané rimosso da Viera proprio il giorno prima dal ruolo di comandante dell'esercito con l'accusa di traffico d'armi in favore dei rivoltosi indipendentisti della Casamance, e il conseguente scoppio di una guerra civile tra le forze governative, affiancate da truppe senegalesi, e militari ribelli. Nel 1999 il generale A. Mané conquistò, dopo violenti combattimenti tutta Bissau e scortò Vieira all'ambasciata portoghese. Nelle elezioni presidenziali del gennaio 2000, per la prima volta venne eletto un candidato non espresso dal PAIGC, Kumba Yala, del Partito del rinnovamento sociale; questi riuscì anche a sventare un altro colpo di stato da parte del generale A. Mané che nel 2000 venne ucciso durante una sparatoria. Il 2001 si aprì con lo scontro dell'esercito con i separatisti del Senegal, che portò all'intervento, in marzo, del segretario generale dell'ONU Kofi Annan, che auspicò l'instaurarsi di un dialogo politico. Nel 2003 un altro colpo di stato, guidato da Verissimo Correira Seabra, depose il presidente K. Yala e Seabra assunse la carica di capo dello Stato ad interim prima di essere ucciso nel 2004 da una fazione di soldati. Nonostante il clima di tensione le elezioni del 2005 si sono svolte liberamente e sono state giudicate corrette; hanno visto vincere nuovamente Vieira, ritornato in patria dopo l'esilio (1999-2005) trascorso in Portogallo. Egli durante la vittoriosa campagna elettorale ha promosso, e in seguito perseguito, la riconciliazione nazionale. Nel 2008 si svolgevano le elezioni legislative vinte dal PAIGC, ma venivano contestate dall'ex presidente Yala. Nel marzo 2009 alcuni militari uccidevano il presidente Vieira, dopo che un attentato aveva ucciso il capo di stato maggiore dell'esercito. Il presidente dell'assemblea nazionale Raimundo Pereira è stato nominato temporaneamente capo di stato. In settembre diventava presidente Malam Bacai Sanhá; dopo la sua morte avvenuta nel dicembre del 2012, Pereira ritornava ad essere capo di stato ad interim, ma veniva deposto con un golpe poche settimane dopo. Nel 2014 veniva eletto presidente José Mario Vaz del PAIGC.

Cultura: generalità

Sono numerosi coloro che sono ancora legati alle religioni indigene; i gruppi della costa credono che gli spiriti degli antenati esercitino potere sui loro discendenti vivi; a questi spiriti, venerati nei santuari domestici, si fanno periodicamente offerte. In ogni villaggio si trovano decine di santuari di numi tutelari o spiriti guardiani: vengono festeggiati in cerimonie pubbliche nel corso delle quali si fanno offerte di cibo e alcolici e si sacrificano animali. Si pensa infatti che questi spiriti proteggano la comunità dalla cattiva sorte; le persone, poi, visitano i tempietti per chiedere favori personali; certi luoghi oltrepassano i confini della zona e divengono popolari anche in regioni lontane. I guineani all'estero continuano a tornare ai santuari e addirittura inviano denaro perché vi vengano fatti sacrifici e cerimonie per loro conto. Presso le popolazioni della costa il riso è l'alimento principale, tanto che viene anche importato per nutrire gli abitanti delle città. Il miglio invece è la base dell'alimentazione nell'interno; riso e miglio sono accompagnati da numerosi tipi di salse che combinano olio di palma o di arachide, pomodoro, cipolla e pesce. Molto diffusi il vino di palma e un particolare rum di anacardi (caña de cajeu).

Cultura: letteratura

Il primo autore noto è Marcelino Marques de Barros (1844-1928) che, in numerosi saggi sulle popolazioni della sua terra, i loro costumi, il folclore e il linguaggio creolo, ha tentato di delineare i tratti caratteristici di un'identità guineana, rivelandosi un precursore della négritude. Fra i poeti che lasciano intravedere un buon inizio letterario, il più noto è Baticã Ferreira (n. 1939), nostalgico cantore dell'infanzia e dell'africanità. Citiamo ancora Pascoal D'Artagnan, Atanásio Miranda, Tavares Moreira. Interessanti gli scritti politici di Amilcar Cabral (1921-1973). Alcuni scrittori come F. Duarte, T. Anahory e J. Alves da Neves hanno iniziato a scrivere in creolo. Notevole, infine, la ricca e varia letteratura orale, oggetto di saggi e raccolte.

Cultura: arte

L'unica segnalazione di reperti preistorici e archeologici in questa zona riguarda un laboratorio di lavorazione della pietra secondo la tecnica paleolitica nella regione di Boé. Degli odierni abitanti del Paese, la migliore produzione artistica si rinviene fra i bidiogo, insulari delle isole Bijagós, la cui produzione di sculture paliformi (rappresentanti schematicamente feticci) e di figurine antropomorfe, per lo più femminili, riconoscibili dal colore bianco del legno o dalla posizione divaricata delle gambe, è ormai in declino dal punto di vista del valore artistico a causa della pressante domanda del mercato turistico. I bidiogo si distinguono anche nella fabbricazione di maschere zoomorfe, nella decorazione degli oggetti d'uso, delle piroghe, delle zucche e nella pittura che adorna le pareti delle abitazioni.