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Guinèa (Stato)

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(République de Guinée). Stato dell'Africa occidentale (245.836 km²). Capitale: Conakry. Divisione amministrativa: prefetture (34). Popolazione: 8.515.000 ab. (stima 2008). Lingua: francese (ufficiale), dialetti sudanesi. Religione: musulmani 85%, cristiani 10%, altri 5%. Unità monetaria: franco della Guinea (100 cauris). Indice di sviluppo umano: 0,423 (167° posto). Confini: Senegal (N), Mali (NE), Liberia e Sierra Leone (S), oceano Atlantico (W) Guinea-Bissau (NW). Membro di: CEDEAO (sospesa il 12/01/2009), OCI, ONU, UA e WTO, associato UE.

Generalità

Inserito nel territorio che veniva detto dell'Africa Occidentale Francese, ha confini, in massima parte convenzionali, che furono fissati definitivamente in seguito all'accordo franco-inglese del 1882. Il grande potenziale agricolo e le notevoli risorse economiche potrebbero fare della Guinea uno dei Paesi più ricchi dell'Africa Occidentale, ma la lunga instabilità interna si presenta come il principale ostacolo sulla via della crescita. Dopo il regime totalitario instaurato da Sékou Touré, il Paese ha continuato a essere contraddistinto dall'autoritarismo. I contrasti politici interni si alimentano di profonde divisioni geografiche, su base tribale. Pur entro una dimensione territoriale non amplissima, infatti, la Guinea include insiemi regionali ed etnici ben distinti. In questo quadro, destano però speranze di sviluppo la stabilizzazione del bilancio statale e le opere infrastrutturali realizzate a partire dagli anni Novanta del secolo scorso, che hanno dotato il Paese di nuove reti viarie e ferroviarie.

Lo Stato

Ex colonia francese, la Guinea, indipendente dal 1958, è una Repubblica presidenziale. In base alla Costituzione del 1991, il presidente della Repubblica, eletto a suffragio diretto per 5 anni, è anche capo del potere esecutivo. Il potere legislativo spetta all'Assemblea nazionale, i cui membri sono eletti con mandato di 4 anni. Al vertice dell'ordinamento giudiziario vi sono la Corte d'appello, con sede a Conakry, l'Alta corte di giustizia, che si occupa dei delitti politici, e il Tribunale superiore di cassazione che funziona anche da Consiglio di Stato. Quindi troviamo due tribunali di prima istanza, con sede a Conakry e Kankan, e giudici di pace, che si occupano delle questioni civili e penali. Nel Paese è ancora in vigore la pena di morte. La difesa della Guinea è affidata alle forze armate e alle organizzazioni paramilitari (guardia repubblicana, gendarmeria e milizia). Il servizio militare è obbligatorio e dura 2 anni. Il Paese dopo aver ottenuto l'indipendenza ha stabilito che l'istruzione dovesse essere gratuita e obbligatoria, ma la complessa composizione etnica che si rispecchia nell'uso di lingue diverse ha rallentato il processo di scolarizzazione. Nel 1984 per superare questa difficoltà, fu sospeso l'insegnamento nelle otto lingue nazionali, che furono sostituite dal francese. L'istruzione primaria comincia a 7 anni e dura un periodo di 6 anni. Quella secondaria comincia a 13 anni e dura per 7 anni, comprendente due cicli, uno di 4 e uno di 3 anni. Il tasso di analfabetismo rimane fra i più alti del mondo, secondo una stima del 2006 gli analfabeti sono il 70,5%. L'insegnamento superiore è appena agli inizi: il programma dei pochi istituti universitari (Politecnico e Scuola d'amministrazione a Conakry) si articola in due corsi (di 2 e 3 anni) spesso interrotti da periodi di esperienza pratica.

Territorio: geografia fisica

L'elemento morfologico predominante è il massiccio montuoso del Fouta-Djalon, che si innalza ai 1538 m del monte Tamgué tra i bassopiani costieri e le ampie depressioni continentali del Niger e del Senegal; è costituito in prevalenza da formazioni stratificate suborizzontali di arenarie silicee risalenti al Paleozoico, variamente dislocate per l'intrusione frequente di rocce ignee (dioriti, gabbri) di età cenozoica, e ha struttura per lo più tabulare. Le medesime caratteristiche presentano le alteterre che si estendono verso SE con andamento parallelo alla costa spingendosi fino ai monti Nimba (1752 m), al confine con la Liberia e la Costa d'Avorio. Il versante esterno di questo esteso altopiano si abbassa bruscamente con ampi ripiani e ripidi gradini di faglia verso la fascia costiera pianeggiante, larga 50-80 km, formatasi all'inizio del Quaternario per l'azione sedimentaria dei fiumi provenienti dalle alteterre centrali e tuttora in parte paludosa; il versante nordorientale invece digrada mollemente verso i vasti ripiani lateritici e le depressioni dell'interno con lunghe dorsali collinari, tra le quali si sviluppano i vari rami sorgentiferi del Niger e del Senegal. L'estensione relativamente modesta del territorio e la disposizione dei rilievi con andamento parallelo alla costa non consentono lo sviluppo di alcun grande corso d'acqua. Importante nodo idrografico è però il Fouta-Djalon; dalle sue pendici infatti hanno origine il Gambia, uno dei maggiori rami sorgentiferi del fiume Senegal, il Bafing e inoltre il Niger, che nasce dal versante orientale dei monti Loma, scende verso NE ricevendo il contributo di vari affluenti fra i quali il Milo da destra, il Tinkisso da sinistra, e passa infine nel Mali ca. 50 km a valle di Siguiri. Il Niger e ancor più gli altri corsi d'acqua, anche quelli del versante occidentale del Fouta-Djalon che scendono direttamente all'Atlantico con un corso generalmente più breve (il maggiore di essi è il Konkouré), hanno regime irregolare con accentuate piene estive e magre invernali. Il clima è del tipo detto appunto guineano, caratterizzato da temperature elevate, modeste escursioni termiche, precipitazioni copiose ma fondamentalmente di tipo monsonico, con un netto contrasto fra la stagione invernale asciutta e quella estiva molto piovosa. In inverno infatti la regione è interessata dall'harmattan, che corrisponde all'aliseo di NE, vento caldo e secco che giunge dalle aree desertiche del Sahara; nei mesi estivi, invece, a partire da maggio spirano dal mare venti umidi di tipo monsonico, corrispondenti agli alisei di SE, che nella zona equatoriale mutano direzione spingendosi verso NE, richiamati e rafforzati dalle vaste aree cicloniche dell'interno dell'Africa. Dato l'orientamento di questi venti, le precipitazioni risultano più abbondanti nella fascia costiera e sui primi rilievi montuosi (a Conakry cadono annualmente 4350 mm di pioggia) e decrescono progressivamente procedendo verso l'interno, dove scendono rapidamente a valori assai inferiori nella regione montuosa del Fouta-Djalon (2000 mm) e ancor più sul versante interno degli altopiani centrali, dove cadono meno di 1500 mm di pioggia. Le escursioni termiche, che nella fascia costiera sono pressoché inesistenti, con valori compresi tra i 26 e i 28 ºC, aumentano nelle aree montuose dell'interno, che essendo anche le meno umide godono di migliori condizioni climatiche. In rapporto diretto con il clima, specialmente con l'entità delle precipitazioni, è la copertura vegetale naturale.

Geografia umana

Le popolazioni insediatesi per prime nell'area della Guinea attuale sono quelle paleonegritiche dei Tenda, classificabili come semibantu; a esse appartengono i sussu (11%) e i baga, che vivono nella fascia costiera, e i kissi (6%), i koniaghi, i bassari e i kpelle (4,6%), che abitano nelle regioni dell'interno. A questi gruppi etnici, che hanno conservato i loro patrimoni culturali in gran parte arcaici, si sono successivamente sovrapposte popolazioni sudanesi, quali i fulbe (38,6% dell'intera popolazione) e i malinke (23,2%). Altri gruppi etnici sono il 16,6% della popolazione totale. La colonizzazione europea, che ebbe profonde ripercussioni sulle condizioni economiche e sociali del Paese, ebbe inizio nel 1634 ma si intensificò solo nella seconda metà del sec. XIX, ma non fu mai numericamente rilevante. La densità (35 ab./km²) è di poco superiore a quella media del continente; l'area più salubre del Fouta-Djalon ospita circa un terzo degli abitanti, così come la fascia costiera, anche se in parte paludosa e a lungo soggetta alla malaria. A circa un terzo ammonta anche la popolazione delle aree urbane. Il villaggio, racchiuso sovente entro alte palizzate o mura di fango, è la più diffusa forma d'insediamento; lungo i corsi d'acqua vivono i pescatori. L'unica vera città è la capitale Conakry. Le altre città di un certo rilievo sono: Kankan, attivo mercato di prodotti agricoli sul fiume Milo, capolinea della maggior linea di penetrazione e dotata di aeroporto; Kindia e Labé sulle pendici del Fouta-Djalon, la prima sulla ferrovia Conakry-Kankan; Siguiri su un dosso collinare a dominio del Niger, che qui è già navigabile; Nzérékoré, nell'estremo settore sudorientale del territorio.

Territorio: ambiente

La vegetazione della Guinea segue i cambiamenti climatici e morfologici del suo territorio, infatti la striscia costiera è ricoperta dalla foresta pluviale con alberi d'alto fusto, ricca anche di essenze pregiate come l'ebano. Proseguendo lungo il litorale e sulle rive dei fiumi, la foresta assume caratteri anfibi per la diffusione di larghe formazioni di mangrovie. Verso l'interno, oltre la fascia di transizione rappresentata dalla foresta a galleria, succede la savana alberata e arbustiva, soprattutto nella parte settentrionale, lungo il corso del Niger. Infine, nella regione del Fouta Djalon, dove gli altopiani sono i più elevati del Paese, la savana cede il posto alle praterie. Serpenti e coccodrilli, molte specie di uccelli tropicali, come il tucano e il pappagallo, ma anche mammiferi come il leopardo, il leone, l'ippopotamo, il cinghiale selvatico e l'antilope sono tra gli animali più comuni della Guinea. Il Paese è afflitto da gravi problemi ambientali: l'erosione del suolo, con un conseguente aumento del processo di deforestazione e desertificazione, e la scarsità dell'acqua potabile, con una conseguente bassa qualità delle norme igienico-sanitarie, hanno prodotto seri danni all'ambiente e all'uomo. Tre sono i parchi nazionali della Guinea (in totale le aree protette coprono il 6,2% del territorio). Nello Stato è anche presente un'area dichiarata patrimonio mondiale dell'umanità dall'UNESCO, la Riserva naturale del Monte Nimba (1981), inscritta nella lista dei siti in pericolo.

Economia: generalità

Nonostante le grandi risorse (minerali, acqua, risorse agricole, pastorali e ittiche la rendono potenzialmente un Paese ricco) la Guinea, date le sue vicende politiche e sociali, ha incontrato numerosi ostacoli nello sviluppo economico e, nel primo decennio del Duemila, si trova a essere uno degli stati più sottosviluppati del continente registrando i principali dati macroeconomici (crescita, inflazione ecc) in costante peggioramento. Il PIL della Guinea era di 4.542 ml di $ USA e il PIL pro capite di 442 $ USA nel 2008. Lo sviluppo economico del Paese presentò fasi assai alterne ; infatti alla brusca interruzione dei rapporti commerciali con gli Stati occidentali, in particolare con la Francia, e alla nazionalizzazione delle attività agricole, minerarie, industriali e dei servizi su base rigidamente marxista, che prese avvio al conseguimento dell'indipendenza e che, nonostante gli aiuti dei Paesi comunisti, diede risultati assai deludenti per l'insufficiente apporto di capitali e tecnici, seguì una fase di riprivatizzazione di importanti settori produttivi, come l'agricoltura e il commercio, e una sempre più decisa apertura nei confronti degli investimenti esteri accentuatasi fortemente dopo il colpo di stato del 1984 fino a superare l'ammontare di quelli statali. Gli accordi che dal 1980 la Guinea prese per una stretta cooperazione con gli Stati confinanti, specie con la Sierra Leone e la Liberia (mediante la cosiddetta Unione del fiume Mano) e con il Senegal e la Gambia (con l'Organizzazione per lo sviluppo del fiume Gambia), non hanno apportato grandi benefici data l'instabilità politica sopratutto di Sierra Leone e Liberia. Anche l'appoggio del Fondo Monetario Internazionale per realizzare nuove riforme nell'ambito del sistema finanziario, liberalizzare l'economia, sviluppare il settore privato e combattere la corruzione, ha conosciuto fasi alterne con brusche interruzioni del programma di aiuti.

Economia: agricoltura, foreste, allevamento e pesca

Dopo l'indipendenza il settore agricolo attraversò un periodo di crisi: se esso nel 1958 contribuiva per l'85% alla produzione del PIL, nel 1986 il suo contributo si era ridotto al 30%. Nel 1986 con la morte di Touré ripresero gli investimenti e le esportazioni; le principali colture industriali sono il caffè, introdotto in epoca coloniale e coltivato nelle aree delle foreste, il cotone, la cui cultura è sostenuta dal governo nell'ottica della differenziazione agricola e, infine, la frutta in particolare ananas, banane, manghi. Vale la pena sottolineare che, se gran parte del Paese gode di terreni propizi all'agricolura, tuttavia mancano sia la tecnologia sia le infrastutture perchè prenda avvio un adeguato sviluppo. L'agricoltura di sussistenza produce una vasta gamma di colture destinate al consumo interno, tra cui il riso (i guineani sono fra i più grandi consumatori di riso del continente), mais, miglio, sorgo, manioca, ortaggi e frutta. § La copertura forestale, pur parzialmente ridotta dalla diffusione delle colture, raggiunge il 28,2% della superficie territoriale; fornisce legname pregiato, come l'ebano: la carenza di adeguate vie di comunicazione impedisce però un adeguato sfruttamento delle risorse boschive; il settore viene considerato (2007) con rinnovata attenzione dalle autorità governative che hanno varato programmi di riforestazione in aree sottoposte in passato a un eccessivo sfruttamento. § L'allevamento è praticato soprattutto nelle zone montuose del Fouta-Djalon e nelle aree savaniche interne (prevalgono i bovini), ma con tecniche ancora scarsamente razionali, sicché la produzione di carni e di latte è inferiore al fabbisogno. Grazie agli interventi statali è migliorato invece il settore della pesca, che può contare su una piattaforma costiera assai ricca, specie di tonni.

Economia: industria e risorse minerarie

L'industria ha uno sviluppo recente e, nonostante gli investimenti stranieri, fatica a decollare: è soprattutto rappresentata da un grande impianto per la lavorazione della bauxite in funzione a Fria, la cui produzione viene sostenuta dalla Unione Europea. Si hanno varie altre aziende minori adibite alla trasformazione dei prodotti agricoli locali (oleifici, manifatture di tabacco, zuccherifici, cotonifici ecc.). Complessivamente il settore secondario partecipa per il 34,4% al PIL: in esso il peso dell'industria estrattiva ha un peso cospicuo. § Per quanto riguarda le risorse minerarie le possibilità della Guinea sono notevoli, in particolare il Paese è il quinto produttore mondiale di baxite e i giacimenti di questo minerale si trovano principalmente a Fria, Boké e nelle isole di Los; sono altresì presenti ferro, diamanti, oro, nichel, cromo, uranio, e, nelle acque territoriali, petrolio; il relativo sfruttamento viene effettuato da società estere, ma la Guinea partecipa alla proprietà del capitale azionario. L'energia elettrica è in parte d'origine idrica (impianti sui fiumi Konkouré, Samou ecc.) e viene prodotta in quantità ancora insufficiente per garantire un buon sviluppo dell'industria.

Economia: commercio e comunicazioni

ll commercio con l'estero è dato sopratutto dall'esportazione di alluminio e bauxite, seguite a notevolissima distanza da caffè, ananas, banane e noci di palma, mentre le importazioni sono costituite essenzialmente da macchinari e veicoli, prodotti tessili, combustibili, generi alimentari. § Le vie di comunicazione si avvalgono di una rete stradale discretamente sviluppata (44.000 km di cui però solo 4000 asfaltati nel 2004) e di tre linee ferroviarie realizzate eminentemente per consentire ai prodotti delle miniere e delle piantagioni di giungere al porto di Conakry; specializzato nell'esportazione di bauxite è il porto di Kamsar. Conakry è sede di un aeroporto internazionale.

Storia

È ipotesi attendibile che le originarie popolazioni pigmee dovettero in data non accertata ritirarsi dalla Guinea sotto la pressione di invasori baga, i quali, mescolatisi poi con popolazioni serer e mandingo, avrebbero dato vita allo Stato Landuma. Le regioni settentrionali del territorio furono comprese, tra il sec. X e il XVI, nella sfera d'influenza degli imperi sudanesi del Ghana, del Mali e del Songhai; sempre nel sec. XVI gruppi di pastori fulbe stabilirono progressivamente il loro controllo nel Paese diffondendovi l'islamismo. Il litorale della Guinea, visitato dai portoghesi nel sec. XV, fu poi teatro di aspre contese tra questi, francesi, inglesi e olandesi, impegnati nel traffico degli schiavi e dei prodotti esotici. La Compagnia del Senegal stabilì, durante il governo di Richelieu e poi di Colbert, contatti sempre più frequenti con le zone litoranee (Rivières du Sud). Nei primi decenni del sec. XIX viaggiatori e agenti francesi esplorarono le regioni interne e, tra il 1827 e il 1859, furono stipulate convenzioni con capi e sovrani locali (compreso il re dei Landouma, Tongo) che ponevano gran parte del territorio e la stessa regione del Fouta-Djalon sotto l'influenza francese. Nel 1882 un accordo con la Gran Bretagna portò alla delimitazione dei confini con la Sierra Leone. Alla fine del sec. XIX la penetrazione francese verso il bacino dell'alto Niger fu ostacolata da Samory Touré, poi sconfitto e catturato a Guélémou nel settembre del 1898. La Guinea, unita amministrativamente al Senegal fino al 1890, ed eretta poi a colonia autonoma, passò nel 1905 sotto il controllo del governatore generale dell'Africa Occidentale Francese. Territorio d'oltremare nel quadro dell'Unione francese (1946), dopo le riforme predisposte dalla Loi Cadre (1956) non seguì la sorte degli altri territori francesi al momento della creazione della Comunità francese (1958). Sékou Touré, leader del Parti Démocratique de Guinée (PDG), scelse infatti la piena indipendenza al di fuori della Comunità (2 ottobre 1958). Patrocinatore di una particolare via guineana al socialismo, il regime di Touré cercò, non senza difficoltà, di portare avanti un programma di sviluppo avvalendosi prevalentemente del sostegno dei Paesi dell'Est comunista. Il 26 marzo del 1984 Touré morì e pochi giorni dopo un colpo di stato portò al potere il colonnello Lansana Conté di orientamento filoccidentale. Insieme presidente della Repubblica e capo del governo, dopo aver sventato un tentativo di golpe (1985) e aver consolidato il proprio potere, questi introdusse una nuova Carta costituzionale e una certa liberalizzazione del regime. Ulteriori passi avanti vennero compiuti negli anni seguenti con l'instaurazione del multipartitismo e lo svolgimento, nel 1993, delle prime elezioni presidenziali che, comunque, confermarono Conté alla suprema carica dello Stato. Nel giugno 1995 si svolsero le prime elezioni politiche multipartitiche e il Partito dell'Unità e del Progresso (PUP), filogovernativo, ottenne la maggioranza assoluta in Parlamento: le opposizioni denunciarono gravi episodi di brogli. Le elezioni del 2003 vennero boicottate dall'opposizione e nei primi mesi del 2004 si verificarono nelle università scioperi per il diritto allo studio. In un clima di forte protesta popolare nel gennaio 2007 uno sciopero indetto dai sindacati per chiedere le dimissioni del presidente, si protrasse a lungo e come risposta Conté rispose proclamando lo stato di emergenza e la legge marziale. La morte nel dicembre del 2008 del presidente Lasana Conté veniva immediatamente seguita da un colpo di stato militare guidato da Moussa Dadis Camara, promettendo nuove elezioni, ma arrestando molti membri della passata amministrazione e reprimendo brutalmente le proteste di piazza. Dopo il ritiro di Camara per un attentato subito (2009), i militari erano guidati da Sèkouba Konatè, mentre nel gennaio del 2010 la giunta militare nominava primo ministro Jean-Marie Dorè. In novembre si svolgevano le prime elezioni presidenziali libere vinte da Alpha Condè (52,5%). Le elezioni politiche del 2013, giudicate non del tutto democratiche dagli osservatori internazionali, vedevano la vittoria del partito del presidente Condè.

Cultura: generalità

La religione animista e le pratiche magiche sono ancora in parte seguite, e la medicina tradizionale è piuttosto diffusa. La musica e la danza sono molto vivi: gli strumenti più tipici sono quelli a percussione e a corda; nella capitale Conakry si tengono numerosi spettacoli al Centre Culturel Franco-Guinéen e al Palais du Peuple. Les Ballets Africains è una compagnia di danza, nata negli anni Sessanta del Novecento, che si esibisce in patria ma effettua anche diversi tour internazionali. Le feste sono legate alle attività tradizionali: in occasione della Festa della caccia gli uomini mostrano la loro abilità nella mira; a maggio, nel villaggio di Baro, durante la Festa del pesce si catturano i pesce considerati sacri e si rilasciano in segno di buon auspicio. La Festa delle patate, a settembre, presso la città di Mali-ville, è il pretesto per i contadini della zona per riunirsi e fare festa insieme. La cucina non ha specialità particolari: a colazione e a pranzo si consuma riso, mentre il piatto principale della cena è la carne grigliata. Le salse più comuni sono a base di arachidi e foglie di manioca. La birra, piuttosto diffusa, viene fabbricata nel Paese; il caffè, bevanda tradizionale, è simile all'espresso italiano ed è servito già zuccherato.

Cultura: letteratura

La letteratura orale è ancora viva, specialmente attraverso le canzoni e i canti epici dei griots (menestrelli ambulanti, che tramandano la memoria storica del Paese). I fulbe si distinguono per la loro poesia originale, malgrado l'influenza araba; gli autori mostrano una marcata personalità e creano poemi celebrativi o moraleggianti, religiosi o rituali, dalle strutture arcaiche. Molte opere sono scritte in lettere arabe: i manoscritti più antichi risalgono al sec. XVIII. Il primo scrittore guineano è stato forse Juan Latino, schiavo vissuto in Spagna nel sec. XVI e autore di opere in latino, fra cui un poema sulla battaglia di Lepanto. La colonizzazione francese esercitò un'influenza occidentalizzante sulle élite e ne incanalò gli interessi verso la ricerca etnologica. Prima dell'indipendenza, la produzione letteraria in francese era dominata da un romanziere di fama internazionale, considerato ormai un classico della letteratura africana, Camara Laye (1928-1980), e dall'autore drammatico Keita Fodeba (1921-1969), fondatore dei famosi balletti guineani e del Théâtre Africain. Fra i narratori si segnalavano Èmile Cissé (1930-1974) e Prince Modupe (n. 1932). Dopo l'indipendenza la scena letteraria era sconvolta da Sékou Touré (1922-1984), divenuto ben presto un tiranno feroce, che perseguitava gli intellettuali e imponeva l'autarchia culturale. Autore prolifico, al momento della morte la sua bibliografia ammontava a più di trenta volumi, forse opera collettiva di un gruppo di autori anonimi. Tema fondamentale dei suoi discorsi e saggi di ispirazione marxista è la definizione della cultura e del ruolo del leader politico. Dal rigore logico iniziale, i suoi scritti vanno poi rivelando i segni di un delirio paranoico. Sotto il suo governo la letteratura si fa militante, politica: dalla poesia, rappresentata da Camara Sikhé, Condetto Néné-Khali Camara, Saidou Conte e Traoré Mamadou, al teatro, per lo più storico, che dopo la morte di È. Cissé si riduce a rappresentazioni folcloristiche. Ma i migliori rappresentanti della letteratura si vedono costretti all'esilio per non sottostare alle imposizioni ideologiche del partito unico. Oltre al già noto Camara Laye e a D. Tamsir Niane, che si occupa di ricerche storiche, si rivelano tre romanzieri di fama internazionale: Alioune Fantouré, che tratta il tema della lotta tra una tradizione oppressiva e un modernismo alienante; Williams Sassine, con romanzi di grande tensione drammatica che affrontano i conflitti dell'Africa; Tierno Monenembo, vincitore del Gran Premio Letterario d'Africa Nera nel 1986. Tutti e tre esprimono rabbia, dolore e profonda frustrazione per la situazione sociale e politica dell'Africa contemporanea. Scarsi i poeti, fra cui emergono A. Tylé Sara, A. T. Cissé, S. Adama, M. Gaye. Numerosi invece i saggisti, soprattutto politici, che conducono dall'esilio una violenta opposizione al regime. Con la caduta di Sékou Touré la letteratura stenta a decollare. Si rivelano però buone promesse, come C. O. Kanté, Ansoumane Doré, Nadine Bari, Mamadou Cissé, K. Diarre, e la scrittrice Kesso Barry. Segnaliamo ancora, per la drammatica autenticità, le testimonianze di Alpha A. Diallo, Ardo O. Bâ e Amadou Oury Diallo, che hanno descritto le atrocità dei campi di concentramento politici. Anche il poeta del dolore e della speranza, Camara Kaba “41”, dopo dieci anni di prigionia, canta in versi deliranti la libertà ritrovata. Meno rilevante il resto della produzione lirica, mentre il teatro, libero da ogni ideologia repressiva, riprende quota con Cissé Ahmed-Tidjani e A. Fanyé Touré.

Cultura: arte

I gruppi etnici della Guinea più degni di nota dal punto di vista artistico sono diversi; i baga hanno uno stile artistico in cui si rinvengono elementi tipicamente sudanesi misti ad altri di influenza guineana; la forma espressiva più rappresentativa è costituita dalle maschere usate in danze e strettamente connesse un tempo a società segrete (la potente società Simo usava nei suoi rituali maschere speciali quali le banda e le monumentali nimba). La produzione artistica dei nalu e dei landuman può venire considerata come parte di quella dei vicini baga, in quanto questi gruppi hanno in comune numerosi elementi culturali. Il gruppo toma, che vive nelle aree di confine fra Guinea, Liberia e Sierra Leone, merita invece un discorso particolare, in quanto costituisce un avamposto dello stile sudanese; testimonianza di ciò sono le suggestive maschere landa, che riproducono elementi antropomorfi uniti a tratti zoomorfi e personificano il potente spirito delle foreste della società segreta Poro. Contrapposto femminile della maschera landa è la maschera nyangbay, che rappresenta una gatta selvatica ed è vestita di un costume di pelliccia e ornata di strisce di metallo.

Cultura: cinema

La Guinea è stato il primo Paese dell'Africa nera francofona a costruire un cinema indipendente, limitando i privilegi delle compagnie francesi di distribuzione, nazionalizzando la produzione, edificando stabilimenti a ciclo completo a Conakry. Tra i primi risultati si sono avuti lungometraggi realizzati da cineasti formatisi all'estero, come Mohamed Lamine Akin, autore del primo film a soggetto, Le sergent Bakary Woolen (1968), Barry Sekoumar con il documentario Et vint la libertè (1969) e Mamadou Alpha Bada con un altro documentario, Guinèe-Guinè (1969). Con il mediometraggio Hier, aujourd'hui, demain (1968), Costa Diange ha vinto il premio Ivens al Festival di Lipsia. Anche negli anni Settanta la produzione nazionale si è limitata a documentari e cortometraggi. Del 1982 è il bel film Naïtou, di Moussa Kemoko Diakité, adattamento di un'opera del teatro tradizionale, cantata e danzata dal Corpo di Ballo della Repubblica di Guinea. Di Daouda Ketta invece il cortometraggio Quelques pages de la vie de Toussaint-Louverà toure (1983). Peraltro la produzione ha continuato a mantenersi limitata anche negli anni Ottanta con pochi titoli in grado di superare i confini nazionali. Nel 1990, solo due film sono stati esportati, limitatamente al mercato africano. Agli anni Novanta appartengono le pellicoleAllah Tantou (1991), del regista D. Achkar, e Dakan (1997), di Mohamed Camara.

Bibliografia

Per la geografia e la storia

N. Gavrilov, La République de Guinée, Mosca, 1961; B. Charles, Guinée, Losanna, 1963; A. Diawara, Guinée, la marche du peuple, Dakar, 1968; J. Voss, Guinea, Bonn, 1968; J. Suret-Canale, La République de Guinée, Parigi, 1970; S. S. Gamara, La Guinée sans la France, Parigi, 1976; A. Lewin, La Guinée, Parigi, 1984; E. de Zurara, Cronaca dei fatti di Guinea, Catanzaro, 1990.

Per la letteratura

Camara Laye, L'âme de l'Afrique en sa partie guinéenne, Dakar, 1965; J. Sow Alfa, La Femme, la Vache, la Foi. Ècrivains et poètes du Foûta-Djalon, Parigi, 1966; Autori Vari, Littérature guinéenne, in “Notre Librairie”, n. 88/89, Parigi, 1987.

Per l'arte

P. A. Martin, La céramica antigua de Fernando Poo, Guinea Espanola, 1957; L. Segy, African Sculpture, New York, 1958; G. P. Murdock, Africa, New York-Toronto-Londra, 1959; B. Davidson, Old Africa Rediscovered, Londra, 1960; G. Banti, L'arte uzema, Roma, 1975.